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Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Nave in bottiglia

Le estati infinite del “Piccolo Maracanà” di Gragnano 

"Nave in bottiglia" è il titolo della nuova rubrica che su PiacenzaSera.it curerà Mauro Molinaroli, con la stessa cura e amore per i ricordi. Ecco la prima puntata

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Che si possa costruire e far passare attraverso il foro del collo di una bottiglia un modellino di nave, completo di vele spiegate e alberi, è qualcosa che stupisce e richiede grande cura e amore per il dettaglio.

“Nave in bottiglia” è il titolo della nuova rubrica che su PiacenzaSera.it curerà Mauro Molinaroli, con la stessa cura e amore per i ricordi. Ecco la prima puntata.

Il Piccolo Maracanà

Erano gli anni Sessanta spensierati e dolci, in cui le estati sembravano non finire mai. E a Gragnano, tra giugno e luglio, la gente tirava mattina a Gragnano, al campo del paese, per tutti il “piccolo Maracanà”.

D’incanto si guardavano le magie e le prodezze balistiche dei “Papaveri”, dei “Ramarri”, delle “Pantere nere”, degli “Harlem club”, degli “Herman Boys”. E nel rettangolo d’erba, illuminato a giorno dai fari che abbagliavano i sogni e la luna, nascevano i personaggi-simbolo in un piccolo mondo antico: l’altoparlante che sparava canzoni, la muraglia verde dei cipressi, le tribune in legno e la gente che gremiva questo incredibile torneo. Tre, quattromila persone a sera. Duecento lire ed era un grande sogno collettivo.

Hanno reso famoso il “piccolo Maracanà”, gli Indiana Jones di provincia, i procuratori ante litteram, i nomi eccellenti di Spalazzi, Giorgi, Pinotti, Pelagalli, Bicicli, Orsi, Mangiarotti, Muzzio, Branduardi, Gavazzi, Vitali, Poletti, Castellini, Mariani, Cella, Mazzoleri, Bagnoli, Da Pozzo, Ferrario e Marchioro.

Una sera la voce dello speaker scandì anche il nome di Rivera: ma era il fratello minore, che giocava nell’Alessandria. Un’altra sera fece ammutolire il pubblico in tribuna perché l’ultimo dei nomi pronunciati aveva un potenziale esplosivo: Pierino Prati. il “piccolo Maracanà” è fatto di tanta gente che dal 1962, l’anno in cui prese corpo questa grande avventura calcistica e popolare, fino al 1970, l’anno in cui il torneo di Gragnano chiuse i battenti, resero questa grande kermesse un più che un avvenimento sportivo, un fatto di costume. Molti gli ospiti illustri: Lina Sotis, Gian Maria Visconti di Modrone, Violante Caracciolo e Gian Marco Moratti.

Nella Bassa piacentina il calcio volava e i “Papaveri” di Magistrelli e Callegari, guidati dal Luigino Loschi, hanno fatto la storia del torneo insieme agli “Herman Boys” di Galandini e Pinotti, al “Bar Veneroni” di Bicicli, Da Pozzo e Mazzoleri, e l’”Olubra” di Pierino Prati. I resoconti su “Libertà” erano di Luigi Tadini, il mitico Cip.

Il “piccolo Maracanà” non è solo una geniale intuizione linguistica di Ennio Concarotti o un bel libro di Giangiacomo Schiavi, è qualcosa di più. Non è facile parlare di un torneo di calcio e costruire uno spaccato di vita. Disse Lina Sotis, ritratta in una fotografia, a proposito del torneo: “In quella foto erano i meravigliosi anni ’60. Gli anni in cui le donne aspettavano gli uomini. Adesso li cercano, ma di certo non li aspettano”.

Il Piccolo Maracanà è una favola bella. Che è entrata a far parte della nostra microstoria.

Mauro Molinaroli  

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