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L’identikit del pendolare piacentino: “in fuga” dalla provincia 1800 laureati foto

Tracciato l’identikit del pendolare piacentino che lavora fuori provincia sulla base dell’ultimo censimento, che si può desumere dai dati pubblicati nel report elaborato dall’Amministrazione Provinciale per Piacenz@ Economia

Laureato (e diplomato), tra i 35 e i 54 anni, occupato nei servizi, in professioni prevalentemente di tipo specialistico e amministrativo (attività ad alta/media qualificazione e lavoro d’ufficio).

E’ questo l’identikit del pendolare piacentino che lavora fuori provincia rilevato dall’ultimo censimento, e che si può desumere dai dati pubblicati nel report elaborato dall’Amministrazione Provinciale per Piacenz@ Economia, Lavoro e Società e presentato all’Università Cattolica di Piacenza.

Nel corso della presentazione si è tenuta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato il professor Paolo Rizzi del Laboratorio Economia Locale, il presidente della Provincia Francesco Rolleri, il vicesindaco Elena Baio, il presidente della Camera di Commercio Alfredo Parietti, presenti anche i rappresentanti delle associazioni dei pendolari.

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I dati elaborati dall’ufficio statistica della Provincia di Piacenza confrontano il pendolarismo in entrata e in uscita, partendo dai dati raccolti nei due censimenti del 2011 e del 2001. 

I pendolari in uscita (cioè che da Piacenza si spostano verso altre località) nel 2011 erano 11.753 contro i 9.268 del 2001. 

I pendolari in ingresso (da altre località si recano nella nostra città) sono 9.985 nel 2011, e 6.345 nel 2001. 

Sia per quanto riguarda gli arrivi e le uscite, il titolo di studio più diffuso è il diploma di scuola superiore: 5.479 in uscita e 4.667 in entrata (dati 2011). Per quanto riguarda la laurea, i pendolari laureati in uscita sono 3.532, mentre quelli in entrata sono 1.724. 

Facendo un saldo tra pendolari in uscita e pendolari in entrata, si può dire che nel 2011 il territorio piacentino ha ‘perso’ 812 diplomati e 1.808 laureati.

Situazione che migliora, per quanto riguarda i diplomati, rispetto al 2001. Peggiora invece per i laureati: il saldo nel 2001 in questo caso era infatti di – 1.483. 

Tra le destinazioni prevalenti figurano Milano (la più gettonata per i laureati), Parma (la preferita per i diplomati), seguono Lodi e Cremona. 

Per quanto riguarda invece il pendolarismo in ingresso, la località di provenienza prevalente è Lodi (netta prevalenza di diplomati e licenza media). 

Il documento, realizzato in due versioni, una di sintesi ed una integrale, approfondisce in particolare le caratteristiche dei pendolari extra-provinciali per motivi di lavoro in ingresso e in uscita dai nostri confini.

Grazie ai microdati dell’Istat, estratti ed elaborati ad hoc, è stato infatti possibile descrivere alcuni importanti aspetti qualitativi (quali il genere, l’età, il titolo di studio, la professione, il settore di appartenenza, il lavoro dipendente o indipendente, i mezzi di trasporto utilizzati), declinati anche rispetto alle principali aree di origine/destinazione (Milano, Lodi, Parma, Cremona, Pavia), dei pendolari in questione, e come questi aspetti sono variati nel tempo, mettendo a confronto i risultati del censimento 2011 con quelli del censimento 2001.

Queste le principali differenze tra i pendolari che entrano ogni giorno per lavoro nella nostra provincia, e i pendolari residenti che all’opposto lavorano al di fuori del territorio piacentino: in relazione al titolo di studio, i pendolari in uscita dalla provincia di Piacenza hanno mediamente un livello di istruzione più elevato rispetto a quelli in entrata.

Il 30% dei pendolari in uscita è laureato, contro il 17% di quelli in entrata, mentre i lavoratori pendolari con titolo fino alla licenza media sono nel primo caso il 23%, nel secondo il 36%;

a maggiori livelli di istruzione tra i pendolari in uscita corrisponde una maggior presenza femminile in complesso, che è, infatti, di quasi il 40%, contro poco più del 30% tra i pendolari in entrata;

a livello di posizione professionale, se le figure operaie (tipicamente maschili) sono prevalenti tra i pendolari in ingresso (44% contro 30% di quelli in uscita), i profili e le attività di medio-alta qualificazione e specializzazione, e il lavoro di ufficio, caratterizzano invece maggiormente i pendolari in uscita (49%, contro 38% dei pendolari in entrata).

Queste evidenze sono coerenti anche con le diverse specificazioni di tipo settoriale: i pendolari in uscita sono infatti in gran parte occupati nel terziario avanzato (o “altri servizi”: 47% contro il 35% di quelli in entrata), quando i pendolari in ingresso – date le caratteristiche dell’economia piacentina – trovano al contrario comparativamente più occupazione sul nostro territorio nell’industria, nell’edilizia, nel commercio e nella logistica;

differente è infine la connotazione dei due flussi pendolari rispetto all’utilizzo del mezzo di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro, data la maggior incidenza tra i pendolari residenti in uscita dei mezzi di trasporto collettivi (quasi il 17%, contro il 6% dei pendolari in entrata), col treno in particolare usato dal 12% (contro il 3%).

Sostanzialmente analoghe invece risultano le distribuzioni all’ultimo censimento dei due diversi gruppi di pendolari per quanto riguarda le classi di età (il 60% circa appartiene in entrambi i casi alla fascia da 35 a 54 anni, mentre sono il 30% circa i pendolari più giovani – fino a 34 anni, ed il 10% quelli più vecchi, oltre 55 anni), e la distinzione tra occupati con un lavoro dipendente (84% circa) e indipendente (lavoratori autonomi, imprenditori e professionisti: 16%).

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