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L’omaggio a Stella Giarola, premiata Tecnico dell’anno dal Coni

Stella Giarola, storica allenatrice della società di pattinaggio Lepis di Piacenza, è stata premiata dal Coni con il premio "Bruno Polidoro" al miglior tecnico

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Stella Giarola, storica allenatrice della società di pattinaggio Lepis di Piacenza, è stata premiata dal Coni con il premio “Bruno Polidoro” al miglior tecnico. TUTTI I PREMIATI

Complimenti “Roccia”, certo sei proprio tu! Sono davvero curioso di vedere se questa volta non ti emozionerai e manterrai il tuo aplomb da persona fredda e distaccata.

Descrivere Stella Giarola in poche righe non è semplice e soprattutto si rischia di cadere nell’ovvio. Perché è ovvio che stiamo parlando di una allenatrice che in 38 anni di attività ha raggiunto risultati di primissimo livello portando campioni sulle vette delle classifiche mondiali.

Perché è ovvio che, anche grazie agli insegnamenti del compianto Antonio Merlo, questa ragazza piacentina è riuscita a diventare uno dei primi allenatori del panorama nazionale e della Nazionale italiana.

Perché è ovvio che la sua ricerca della perfezione nel gesto tecnico le consegna una capacità unica di insegnare sia alle ragazze ma soprattutto ai ragazzi.

Perché infine è ovvio che tanti anni di insegnamento le abbiano trasmesso anche una grande esperienza a livello umano nella gestione di atleti che attraversano i “periodi” e le “età” più difficili della crescita umana e della vita.

Quello che però non è ovvio è che questa “ragazza cresciuta”, e poi vedremo perché la definisco così, riesce a coniugare una sicurezza e una disciplina che avrebbe fatto invidia a Bismark con la dolcezza e la disponibilità che solo una mamma consegue, come i figli Davide e Nicola possono sicuramente confermare.

Gestire ragazzi che stanno crescendo e che passano la maggior parte del proprio tempo libero in pista, perché il pattinaggio è prima di tutto impegno e sacrificio, non è cosa banale e da tutti. Devi saper coniugare la tecnica dei salti con la psicologia, devi saper far dialogare la fermezza degli insegnamenti con la comprensione che l’adolescenza, e non solo, impone. E tutto questo è estremamente impegnativo e ti “assorbe” completamente fino a stremarti.

Però se chiedi a Stella cosa la porta a fare tutto questo la sua risposta ferma e immediata è “ i miei ragazzi” .

E ti rendi conto che è vero se la osservi il giorno delle gare. Stella è tesa e agitata come uno dei suoi atleti alla prima gara della vita sportiva. Vive le emozioni, le paure e lo stato d’animo dei ragazzi facendoli suoi,  in una sorta di simbiosi unica. Stella non mangia prima della gara e a fatica parla con le persone perché tutte, tutte le sue attenzioni e i suoi pensieri sono per i suoi atleti.

E poi quando questi entrano in pista lei entra con loro, pattina con loro, si alza in volo nelle evoluzioni con loro, cade con loro e con loro si rialza sempre. Capita anche che si arrabbia per il punteggio dei giudici che a volte non rispecchiano il suo giudizio comunque sempre molto professionale.

Ecco perché è una “ragazza cresciuta” perché continua a mettersi in discussione e a emozionarsi come se fosse la prima volta.  

Carlo Bozzini

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