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Nuovo campus della Cattolica a Cremona, Barbieri: “Non sono tranquilla”

Il nuovo campus dell'Università Cattolica di Cremona non fa dormire sonni tranquilli al sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri

Il nuovo campus dell’Università Cattolica di Cremona non fa dormire sonni tranquilli al sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri

Il primo cittadino è intervenuto in apertura della seduta odierna del consiglio comunale per lanciare un allarme su una notizia “passata sotto un silenzio assordante“.

La notizia in questione riguarda la firma dell’accordo di programma tra l’Università Cattolica con le istituzioni di Cremona per la realizzazione del nuovo campus nell’ex convento di Santa Monica.

Un campus che sarà la sede di un nuovo distretto agroalimentare della Cattolica con alcuni corsi specifici sulla zootecnia, gli alimenti dolciari e il lattiero caseario.

“E’ un fatto che non ci può lasciare indifferenti – ha spiegato Patrizia Barbieri – perchè, se da un lato è un fatto positivo che la Cattolica si ampli con grandi campus, dall’altro quando ho sentito parlare di agroalimentare è corso un brivido lungo la schiena”.

I timori non troppo dissimulati del sindaco riguardano la possibile concorrenzialità con la sede piacentina dell’ateneo milanese, che comprende anche la facoltà di Agraria.

“Ho subito contattato il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti – ha raccontato – per chiedere spiegazioni e lui è stato assai cortese e trasparente nell’illustrarmi il percorso amministrativo, rassicurandomi sui rischi di impoverimento per la nostra città. Non intendono fare l’assalto alla diligenza”.

“Non voglio certo fare la disfattista – ha concluso il sindaco Barbieri – ma non posso dirmi tranquilla a fronte di un progetto di questo tipo a 30 chilometri dalla nostra città”. 

Il consigliere comunale e docente della Cattolica Paolo Rizzi ha voluto spiegare: “Con un atto liberale, il cavalier Arvedi si è impegnato per la ristrutturazione del convento S. Monica in centro a Cremona, il progetto deriva da questa disponibilità. Il porgetto tra Piacenza e Cremona sarà di integrazione e non di concorrenza, specializzandosi e diversificandosi. Il polo principale resta quello di Piacenza”.

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