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Ok a Commissione elette, ma il centrodestra si spacca

Al termine della discussione in consiglio, via libera grazie un voto trasversale dall'aula: su 33 presenti, i favorevoli sono stati 26 e sette i contrari. 

Il consiglio comunale di Piacenza ha deciso di costituire nuovamente la commissione delle elette, già presente nella passata amministrazione.  
 
La richiesta è stata avanzata dalle cinque consigliere donne elette a Palazzo Mercanti: Gloria Zanardi (Liberi), Lorella Cappucciati e Chiara Reboli (Lega Nord), Giulia Piroli e Giorgia Buscarini (Pd).

“La Commissione – ha sottolineato Zanardi – svolge azione di promozione delle pari opportunità attraverso politiche ed iniziative per ridurre la disparità tra uomini e donne. Credo possa essere uno strumento per porre attenzione su temi anche non prettamente femminili”.

Al termine della discussione, la costituzione della commissione, che è composta da tutte le donne elette a Palazzo Mercanti, è stata approvata grazie un voto trasversale dall’aula: su 33 presenti, i favorevoli sono stati 26 e sette i contrari. 

 
Variegato lo schieramento che ha votato no: Antonio Levoni (Liberali), Filippo Bertolini e Marco Domeneghetti (Fratelli d’Italia), Marvin Di Corcia e Davide Garilli (Lega Nord) e i due consiglieri del Movimento 5 Stelle Sergio Dagnino e Andrea Pugni.

Le minoranze di centrosinistra si sono invece espresse per il sì.

 
Diviso dunque il centrodestra, dove si sono schierati nettamente contro alla creazione dell’organismo Levoni, che lo ha definito “anacronistico e non più funzionale in presenza di un sindaco e vicesindaco donna” e Bertolini. 
 
Di tutt’altro avviso la consigliera del Carroccio Lorella Cappucciati, che ha sottolineato la funzione ancora attuale della commissione: “Non possiamo guardare solo all’interno della giunta comunale, al di fuori del Comune e nella società la piena parità tra uomo e donna non è stata raggiunta”.    

ISTITUTI COMPRENSIVI – Sul tema della scuola invece la mozione presentata da Mauro Monti, Massimo Trespidi e Gloria Zanardi (Gruppo Liberi) che chiedeva di “rivedere con urgenza lo stradario” per “contribuire a riequilibrare il fenomeno delta distribuzione disomogenea nelle scuole cittadine di alunni italiani e stranieri, contrastando anche fenomeni di migrazione impropria degli iscritti in ambito cittadino” e “promuovere con decisione il passaggio al sistema degli Istituti Comprensivi in città”.

“Le Istituzioni Scolastiche piacentine – ha spiegato Monti – soffrono, tra le altre criticità, di una macroscopica disomogeneità nella distribuzione degli allievi per quanto riguarda le cittadinanze: esistono scuole in città frequentate da oltre l’80% di bambini stranieri e altre dove la frequenza di stranieri scende al di sotto del 10%”.

Monti ha citato l’esempio della scuota media Faustini/Alberoni “che nel 2015/16 vantava il primato dell’87,3% di stranieri, mentre alla Calvino di via Boscarelli gli stranieri erano il 13,9%” e della elementare Taverna (77,8%) a fronte delta Pezzani al 12,9% o della Carella al 9,6%”.

“La distribuzione disomogenea – ha aggiunto – non dipende solo da situazioni abitative ma risulta certamente aggravata da “migrazioni” di iscritti dai quartieri di residenza verso scuole anche tontane ma preferite, ad esempio dagli italiani, perchè meno caratterizzate dalla presenza di stranieri”.

“Le migrazioni – aggiunge la mozione di Liberi – sono rese possibili anche da mancati adeguamenti degli stradari ai mutamenti demografici ed abitativi; ciò crea situazioni in cui alcune scuole sarebbero sottodimensionate se fossero frequentate solo secondo gli stradari e quindi favorisce gli spostamenti verso quelle scuole da altri quartieri cittadini addirittura da altri Comuni”.

Per quanto riguarda gli Istituti Comprensivi, Monti ha ricordato come solamente a Piacenza e Cesena, fra i comuni capoluogo in regione, non siano stati attivati: “Se questo modello si è affermato è perchè si è visto che funziona meglio di altri”.

“Le scuole hanno propri criteri di ammissione, il Comune non ha alcun potere per rendere vincolante lo stradario – ha precisato l’assessore Erika Opizzi – quest’estate mi sono confrontata con i dirigenti scolastici, mi è stato detto che per quanto riguarda la concentrazione di stranieri la maggior parte interessa bambini di stradario; per quanto riguarda gli arrivi di studenti stranieri in corso d’anno, l’Ufficio scolastico cerca di “dirottare” questi ragazzi verso tutte le scuole della città per evitare concentrazioni nelle scuole dove già sono presenti molti stranieri”.

“L’istituto comprensivo per noi è un’azione di modifica della rete scolastica, sulla quale mi sono già confrontata con gli stessi presidi dai quali ho ricevuto diversi pareri favorevoli, mentre altri mi hanno segnalato perplessità. Con l’Istituzione dell’Istituto comprensivo potrà essere utile rivedere lo stradario”.

Dichiarazioni che hanno portato Monti a ritirare la mozione: “Apprezzo che il tema degli istituti comprensivi sia stato messo nel Dup e l’impegno dell’assessore in questo senso, mi aspetto che su questi temi ci sia modo di tornare a ragionare”.

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