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Restano stabili gli affitti a Piacenza. I PREZZI per zona

I dati arrivano dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, che ha analizzato le differenze dei canoni di locazione tra primo semestre 2017 ed il secondo semestre 2016

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Restano sostanzialmente stabili gli affitti a Piacenza.

I dati arrivano dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, che ha analizzato le differenze dei canoni di locazione tra primo semestre 2017 ed il secondo semestre 2016.

In città non si registrano di fatto differenze per quanto riguarda i monolocali (nessuna variazione nel periodo considerato) e trilocali (+0,1%); leggero aumento (+0,8%) per i bilocali.

I prezzi tengono generalmente nelle province dell’Emilia Romagna: gli aumenti maggiori si registrano a Bologna (+5,3% per i monolocali, +4,6% per i bilocali e +3,4% per i trilocali) e a Parma (+1,9% per i monolocali, +2% per i bilocali e +2,2% per i trilocali). Unico segno negativo in tutta la regione a Ravenna, con un -3,3% per i bilocali.

PIACENZA – A Piacenza, scorrendo i dati delle varie zone, si passa dai 150 euro mensili per affittare un monolocale in viale Dante, fino ai 600 euro necessari per un trilocale a Barriera Genova e via Veneto: queste ultime si confermano in assoluto le zone più care per chi cerca un appartamento in affitto, con prezzi superiori anche a quelli registrati in centro storico.

Nel cuore della città le cifre oscillano infatti tra i 250-300 euro per un monolocale, fino ai 530-550 euro per un trilocale.

Passando alla provincia, i prezzi variano mediamente tra i 200 e i 50 euro a seconda della tipologia di abitazione. Fra i paesi considerati nello studio di Tecnocasa, gli affitti più cari sono a Gossolengo e Pontenure.

LE TABELLE CON TUTTI I CANONI DI LOCAZIONI NELLE CITTA’ DELL’EMILIA-ROMAGNA

ITALIA – Nel primo semestre del 2017 i canoni di locazione delle grandi città  sono in aumento: +2% per i monolocali, +1,2 per i bilocali e +1,1% per i trilocali.

Su tutte le tipologie, per la prima volta, – commenta Tecnocasa – si vede un segnale positivo, attribuibile prevalentemente ad una diminuzione dell’offerta e ad una migliore qualità della stessa.

Abbastanza invariata la distribuzione della motivazione della ricerca della casa in affitto: il 60% cerca la casa principale, il 36,6% lo fa per motivi legati al lavoro e il 3,4% per motivi legati allo studio.

“In lieve aumento la componente lavorativa. Quello che è cambiato sensibilmente col tempo è l’utilizzo del canone concordato che si è attestato intorno al 28,1%, trovando sempre più consensi tra proprietari ed inquilini”.

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