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Trovata a Saliceto nuda, ferita e con le mani legate: 52enne in carcere

La 23enne fu soccorsa da una guardia giurata, che trovò la giovane prostituta sul ciglio della strada. I carabinieri della compagnia di Fiorenzuola hanno identificato l'uomo con cui si allontanò quella sera

Fu soccorsa la notte del 2 settembre scorso a Saliceto di Cadeo (Piacenza) da una guardia giurata, che trovò la giovane prostituta sul ciglio della strada, completamente nuda, ferita e con le mani legate.

Un episodio che nei giorni scorsi ha portato in carcere un 52enne italiano, residente all’estero ma con domicilio a Fiorenzuola, che deve rispondere dell’accusa di sequestro di persona e lesioni.

La misura cautelare è scattata in seguito alle indagini coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante e condotte negli ultimi due mesi dai carabinieri della compagnia di Fiorenzuola, che incrociando i dati emersi dalla telecamere dell’Unione Valnure con le utenze telefoniche degli intestatari delle vetture di passaggio nella zona, sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo che quella sera aveva incontrato la prostituta.

Lo stesso, ascoltato dagli inquirenti, avrebbe confermato di aver fatto salire in auto la giovane, dichiarando però che quanto accaduto in seguito fosse consensuale.

I militari hanno condotto il 52enne alle Novate il 15 novembre; lunedì scorso si è tenuto l’interrogatorio di garanzia e il giudice per le indagini preliminari Adele Savastano ha confermato la detenzione in carcere.

I FATTI – La vittima, una 23enne rumena, la notte del 2 settembre fu avvistata da un vigilante di passaggio sul ciglio della strada, all’altezza di Saliceto di Cadeo.

Aveva i polsi legati con delle fascette, la bocca tappata con scotch e delle lesioni alla schiena e a un piede.Dopo essere stata medicata all’ospedale di Fiorenzuola (prognosi di 30 giorni) venne ascoltata dai carabinieri, ai quali raccontò di aver attraversato la campagna in quelle condizioni, per circa 2 chilometri, per sfuggire ad un cliente.

L’uomo l’aveva abbordata circa due ore prima del ritrovamento, all’altezza di Pontenure.

Secondo la sua testimonianza, dopo essersi appartati, a un tratto l’aveva legata, minacciandola di morte e spruzzandole anche dello spray al peperoncino negli occhi. Quando aveva cercato di chiuderla nel bagagliaio della vettura, era riuscita a divincolarsi e a fuggire, abbandonando anche i suoi effetti personali (borsa, cellulare e diverse centinaia di euro in contanti.

Per risalire al suv del cliente, di cui la 23enne ha fornito solo una descrizione sommaria, i carabinieri hanno circoscritto con precisione l’arco temporale in cui erano avvenuti i fatti, passando al setaccio le registrazioni delle telecamere dell’Unione Valnure Valchero.

Una volta isolate le vetture che corrispondevano agli indizi in loro possesso, sono risaliti agli intestari e alle loro utenze telefoniche. Solo una di queste, quella del 52enne domiciliato a Fiorenzuola, quella sera aveva agganciato una cella in quella zona e in quell’orario. 
 
Accertamenti laboriosi, come sottolineato dal titolare delle indagini, che hanno consentito di risalire in breve tempo all’identità della persona.
 

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