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Una seconda vita per gli oggetti, a Piacenza aprirà il Centro per il riuso

Spazi attrezzati dove è possibile consegnare quello che non serve più e che può essere utile ad altri: erano 28, la Regione ne ha finanziati altri 12

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Bologna – Oggetti di uso quotidiano che trovano nuova vita e nuove case, scarpe da ginnastica usate che diventano arredi per i parchi giochi dei bambini.

La Regione Emilia-Romagna partecipa con due ‘buone prassi’ alla Settimana europea per la riduzione dei rifiuti dedicata proprio al tema ‘la seconda vita degli oggetti’ che, partita sabato 18 novembre, continuerà fino a domenica 26.

“Si tratta di progetti nati nell’ambito del Forum permanente dell’economia circolare e del Programma di educazione alla sostenibilità – afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo -. Perché la nostra economia diventi sempre più circolare, e quindi si prolunghi il ciclo di vita dei beni riducendo il consumo delle materie prime, serve un sistema integrato di azioni normative e di politiche industriali, di pianificazione e programmazione, ma anche di comunicazione e partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse e dei cittadini”.

“Le attività candidate alla Settimana europea dei rifiuti mettono in luce il contributo che ciascuno può dare, anche attraverso semplici azioni quotidiane, per costruire un futuro più green a vantaggio delle nuove generazioni”.

Le buone prassi made in Emilia-Romagna – La prima riguarda i Centri per il riuso. Erano 28 quelli finora iscritti nell’elenco regionale, ma ne sono stati finanziati altri 12 con quasi 1 milione di euro messo a disposizione dal fondo incentivante previsto dalla legge regionale sull’economia circolare.

Sono spazi attrezzati dove è possibile consegnare quello che non serve più e che può essere utile ad altri, allungando così il ciclo di vita dei beni con vantaggi per l’economia e l’ambiente.

Nel parmense si trovano a Parma e a Colorno; nel reggiano a Campagnola Emilia, Fabbrico, Novellara, Reggio Emilia, Reggiolo, Rolo, Rubiera e due a Scandiano; nel modenese a Bastiglia, Campogalliano, Castelnuovo Rangone, due a Modena, Nonantola, Novi Pievepelago, Ravarino, San Cesario sul Panaro/Castelfranco Emilia, Soliera, Spilamberto; nel bolognese a Bologna, Ozzano dell’Emilia e Sant’Agata; nel ravennate a Faenza e uno a Forlimpopoli nella provincia Forlì-Cesena.

I nuovi sorgeranno a Cento (Fe), a Piacenza, nell’Unione bassa Est parmense (Pr), a Formigine (Mo), Granarolo Emilia (Bo), Bagnolo in piano (Re), Sissa Trecasali (Pr), Loiano (Bo), Polesine Zibello (Pr), Boretto (Re), Reggiolo (Re), e Reggio Emilia.

L’altra iniziativa messa in campo dalla Regione insieme ad Arpae (Agenzia regionale prevenzione Ambiente Energia) e Ceas (Centri di educazioni alla sostenibilità), è “Le tue scarpe dal Centro!” e vede la collaborazione di 50 Comuni e dei gestori dei rifiuti dei rispettivi territori.

Si rivolge a cittadini e ragazzi: chi vorrà potrà portare le proprie scarpe da ginnastica usate per vederle ‘rigenerate’ come arredi per i parchi giochi dei bambini nel nome della solidarietà. Tutti i tappetini che saranno realizzati verranno infatti donati ai Comuni del Centro Italia devastati dal sisma dello scorso anno.

Una ‘seconda vita’ degli oggetti di uso comune, quindi, che ha lo scopo di promuovere la cultura del riciclo, del riuso e dello smaltimento corretto. Materiali informativi in formato digitale completeranno l’attività di sensibilizzazione nelle scuole, società sportive e quartieri delle città./BB

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