PiacenzaSera.it -  Notizie in tempo reale, news a Piacenza, cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Violenza di genere “Una ferita per tutta la società”. Via libera al piano di contrasto nazionale

Sabato 25 novembre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L'assessora regionale alle Pari opportunità Emma Petitti sarà a Roma alla iniziativa promossa alla Camera. La vicepresidente della Regione Gualmini domani a Modena inaugura il punto di ascolto "Voce amica" 

L’assessora alle Pari opportunità dell’Emilia-Romagna fa parte della Cabina di regia nazionale. Oggi a Roma approvate anche le Linee guida per le aziende sanitarie e ospedaliere sul soccorso alle donne. In campo proposte concrete per superare le discriminazioni laddove avvengono: nel mondo del lavoro, nel linguaggio e nell’istruzione, ma anche nella sanità

Bologna – Via libera oggi a Roma al primo Piano strategico nazionale (2017-2020) sulla violenza alle donne e alle Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso alle donne

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha dato infatti parere favorevole al progetto che mette in campo azioni concrete per sostenere le donne, contrastare la violenza di genere e favorire percorsi di piena autonomia. 

Un risultato che la Regione Emilia-Romagna commenta con soddisfazione, attraverso le parole dell’assessora alle Pari opportunità, Emma Petitti, presente a Roma anche in qualità di componente della Cabina di regia nazionale per il contrasto alla violenza di genere, guidata dalla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi.

“Oggi abbiamo aggiunto un altro tassello importante nel contrasto alla violenza di genere – sottolinea l’assessora-. La Regione Emilia-Romagna ha fatto la propria parte e siamo orgogliosi di aver contribuito a questo passaggio. Determinante è stato il lavoro di rete tra istituzioni, enti pubblici, associazioni di volontariato, servizi sociali e sanitari. Con questo Piano non solo viene data risposta all’emergenza e offerto sostegno alle donne vittime di violenze, ma si punta soprattutto alla prevenzione.

“Sono certa, – aggiunge Petitti – che questo importante lavoro continuerà a portare frutti, soprattutto ora che il Piano antiviolenza avrà piena operatività. Adesso – chiude l’assessora – dobbiamo impegnarci per raggiungere un altro obiettivo fondamentale: cambiare l’approccio culturale, scommettendo soprattutto sui giovani, affinché si facciano portatori del cambiamento”.

La stessa sottosegretaria Boschi ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto e ringraziato la Cabina di regia per l’intesa raggiunta anche sulle Linee guida nazionali alle Aziende sanitarie in tema di soccorso alle donne che subiscono violenza.  

Cosa prevede il Piano

Il piano antiviolenza articola una serie di proposte per superare le discriminazioni e le violenze di genere in tutti gli ambiti in cui avvengono, a partire dal mondo del lavoro, ma anche nel linguaggio o nell’istruzione, fino ad arrivare a settori come la salute. 

Tra le azioni previste, figurano: reddito di autodeterminazione per le donne che decidono di uscire dalla violenza; nessun obbligo di denuncia nei Pronto soccorso senza il consenso della donna; più fondi per i centri antiviolenza; garanzia d’indipendenza e laicità dei centri; politiche per la genitorialità condivisa, come l’estensione dei congedi di paternità a tutte le tipologie contrattuali, non solo nel lavoro subordinato e non solo in presenza di un contratto di lavoro.

Previsti anche: investimenti sulla formazione e su percorsi di educazione nelle scuole e nelle università che superino gli stereotipi di genere; specifica formazione nel mondo del giornalismo e dell’informazione per usare una terminologia appropriata quando si affrontano queste tematiche; finanziamenti ai consultori per garantire l’accesso alla contraccezione, all’informazione e alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili; apertura delle case pubbliche della maternità per evitare la violenza ostetrica durante il parto.

Altre azioni previste sono: riconoscimento della protezione internazionale per le donne di origine straniera che si sottraggono alla violenza, come ad esempio la tratta degli esseri umani; istituzione di banche dati sulle molestie nei posti di lavoro, sulle differenze di retribuzione salariale e sull’applicazione della legge 194/78 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza.

Sabato 25 novembre la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’assessora regionale alle Pari opportunità Emma Petitti sarà a Roma alla iniziativa promossa alla Camera dalla presidente Laura Boldrini. La vicepresidente della Regione Gualmini domani a Modena inaugura il punto di ascolto “Voce amica”

Bologna – “C’è bisogno di impegno, di azioni concrete e soprattutto di cambiare quegli approcci culturali che sono alla base della inaccettabile violenza sulle donne che rappresenta una ferita per tutta la nostra società”.

Così la vice presidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, e l’assessora regionale alle Pari opportunità, Emma Petitti, entrambe impegnate sul fronte del contrasto alla violenza di genere, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, celebrata in tutto il mondo sabato 25 novembre.

Proprio sabato 25 novembre l’assessora Petitti sarà a Roma all’iniziativa organizzata in sinergia con la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. Alla giornata sarà presente una folta rappresentanza dall’Emilia-Romagna composta da amministratrici e rappresentanti di associazioni e centri anti-violenza. Saranno queste donne a raccontare la propria esperienza dando conto del lavoro fatto in questi anni per contrastare la violenza di genere.

Secondo i dati forniti dal coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna, in regione sono 3.139 le donne che hanno subito violenza e si sono rivolte ai centri nei primi dieci mesi del 2017 (circa 8,6 donne ogni giorno), cifre in linea con l’anno precedente. In aumento, invece, l’accoglienza nei centri antiviolenza e le iniziative messe in campo dalla Regione per contrastare il fenomeno. Sono 2.318 le donne accolte nei centri (dato al 31 ottobre 2017): 1.497 italiane e 821 straniere, su un totale di 3.506 attualmente presenti nelle strutture regionali.

“I dati dell’ultimo anno ci consegnano – evidenzia l’assessora Emma Petitti – una situazione ancora preoccupante. Sono ancora tante, troppe, le donne vittime di violenza. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il mio pensiero va a tutte coloro che hanno vissuto o stanno vivendo questo dramma. A loro dico che non sono sole. In Emilia-Romagna abbiamo saputo creare un sistema composto da enti pubblici, associazioni di volontariato, servizi sociali e sanitari che non solo risponde all’emergenza offrendo sostegno alle donne vittime di violenze, ma punta soprattutto alla prevenzione. La Regione investe risorse e impegno quotidiano per contrastare il fenomeno, con l’obiettivo di restituire a tante donne una vita libera dalla violenza”.

La vicepresidente Gualmini, invece, sarà domani, venerdì 24 novembre alle ore 18 all’inaugurazione di “Voce amica”, un nuovo servizio offerto alle donne vittime di maltrattamenti aperto a Modena. Il punto di informazione, consulenza legale e supporto psicologico, gestito dal Gruppo Donne e Giustizia, è collocato nella galleria del centro commerciale modenese “I portali”. Il centro di ascolto inizierà a essere operativo dal mese di gennaio 2018 per due volte alla settimana.

“In occasione di questa giornata è importante che si avviino azioni concrete come il centro di ascolto inaugurato oggi- afferma la vicepresidente Gualmini-. Ringrazio il Gruppo donne e giustizia per il loro contributo fattivo sul piano dell’informazione e dell’assistenza, che sapranno offrire alle donne che subiscono violenza, spesso proprio in ambito familiare. È importante- ha aggiunto la vicepresidente- che sempre più donne possano essere informate sulle possibili vie di uscita per sé stesse e per i loro figli e abbandonino l’isolamento. Consapevolezza dei propri diritti, sostegno legale, supporto psicologico sono ciò di cui hanno bisogno per riprendere in mano la propria vita”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.