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“Vogliamo migliorare le condizioni di vita all’interno di Amazon”

Alla Radio Rai parla Francesca Benedetti, responsabile della Fisascat Cisl di Parma e Piacenza, che ha chiarito meglio le cause dello sciopero indetto allo stabilimento di Castelsangiovanni

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Si è conquistato le prime pagine di tutti i media nazionali la notizia dello sciopero indetto dai sindacati di categoria (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) all’interno dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni (Piacenza) per la giornata del “black friday” del 24 novembre.

Una scelta non casuale da parte delle organizzazioni dei lavoratori, visto che la giornata degli sconti e delle occasioni di acquisto, coincide con un picco di richieste di spedizioni all’interno degli stabilimenti del colosso americano dell’e-commerce.

Solo nel marzo scorso i sindacati annunciavano la disponibilità dell’azienda a trattare, ma evidentemente a quella dichiarazione non sono seguiti i fatti.

Ad approfondire le ragioni della clamorosa protesta anche la trasmissioni di Radio Rai 1 “Radio Anch’io” in onda questa mattina condotta da Giorgio Zanchini

Tra le voci ascoltate anche quella di Francesca Benedetti, responsabile della Fisascat Cisl di Parma e Piacenza, che ha chiarito meglio le cause dello sciopero indetto a Castelsangiovanni.

“E’ il primo sciopero in assoluto in sei anni da quando Amazon è approdata in Italia, – ha spiegato Benedetti – abbiamo già fatto un’azione di protesta nel picco dei libri che si tiene a settembre con il blocco degli straordinari, perchè era nell’aria che i lavoratori avessero necessità di un’azione più incisiva per ottenere risposte da un’azienda che è rimasta assente”.

“Le nostre rivendicazioni sono essenzialmente due, la priorità non è un incremento salariale, come ho letto in tante agenzie, principalmente il nostro obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita all’interno di Amazon e una organizzazione del lavoro che tenga conto del fatto che Amazon non ha a che fare con delle macchine, ma con degli uomini. 

Fondamentale è anche garantire una prospettiva occupazionale all’interno di Amazon, perchè l’azienda nella sua risposta ha parlato di benefit che offre ai lavoratori come ‘career choice‘ ma è si tratta in realtà di una formazione per ricollocare al di fuori dell’azienda il dipendente Amazon. 

Non è una formazione che valorizza la professionalità all’interno e questo fa capire quali sono le intenzioni dell’azienda. Che assume, anche a tempo indeterminato, e questo è un valore, ma questo valore si tramuta in fatto puramente formale, perchè sappiamo bene che i dipendenti Amazon all’interno dell’azienda hanno ‘una vita professionale’ non superiore ad una media di tre anni”.

Rispetto a una concezione “americana” importata dall’America dei rapporti industriali e delle relazioni con i lavoratori, Benedetti risponde: “Abbiamo costituito una rete europea dei sindacati, alla quale ha partecipato anche il sindacato americano, e gli incontri si tengono ogni sei mesi. Al prossimo appuntamento che si terrà probabilmente a Roma parteciperà anche il sindacato australiano.

E’ uno scambio importante di strategie e di informazioni per governare il fenomeno Amazon, un fenomeno che in Italia sta mettendo in discussione almeno in Italia la cultura del lavoro conquistata a fatica”.

LA NOTA UFFICIALE DI AMAZON

Il centro di distribuzione di Amazon di Castel San Giovanni fa parte di un network italiano ed europeo. Restiamo focalizzati nel mantenere i tempi di consegna ai clienti per la giornata del Black Friday e per le giornate successive.

In questi anni ci siamo impegnati a costruire un dialogo continuo e una positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro.  I salari dei dipendenti di Amazon sono i più alti del settore della logistica, e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l’assicurazione sanitaria privata e assistenza medica privata. Amazon offre inoltre opportunità innovative ai propri dipendenti come il programma Career Choice, che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale. 
 
Il modo migliore per rendersi conto delle condizioni di lavoro nel magazzino di Castel San Giovanni è visitare il magazzino attraverso il sito: http://it.amazonfctours.com/

Dal gennaio del 2016 a oggi sono oltre 5000 le persone che hanno visitato il nostro magazzino.

 

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