Amazon non si presenta in Prefettura. Lavoratori in sciopero foto

Assemblee in corso a Castelsangiovanni, ma parte lo sciopero dei lavoratori Amazon. Il prefetto Maurizio Falco incontrerà i rappresentanti dell'azienda alle 13 e 30. 

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AGGIORNAMENTO ore 12 e 30 – Dopo la richiesta, arrivata da Amazon di posticipare le assemblee dei lavoratori al 26 dicembre, le riunioni si sono svolte ugualmente svolte presso la sede di Castelsangiovanni. Al termine della prima assemblea è scattato lo sciopero della fine del turno. Nuove adesioni sono attese alla fine delle prossime assemblee dei lavoratori che si terranno durante la giornata. Tra poco il prefetto Maurizio Falco dovrebbe incontrare i vertici dell’azienda. 

LA NOTA AMAZON 

Siamo sempre disponibili a cooperare con le autorità al fine di fornire informazioni relative alle nostre attività Per questa ragione già la scorsa settimana abbiamo confermato al Prefetto di Piacenza la nostra disponibilità ad incontrarlo oggi, mercoledì 20 Dicembre. In Amazon siamo impegnati a costruire un dialogo continuo e una positiva cooperazione con tutti i dipendenti e a creare un ambiente attento e inclusivo nei nostri luoghi di lavoro.

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Salta l’atteso incontro in Prefettura tra Amazon e i sindacati di Piacenza.

L’azienda ha disertato l’appuntamento in programma questa mattina alle 8.30 in via San Giovanni, dicendosi però disponibile ad incontrare il Prefetto Maurizio Falco separatamente.

Prefetto che ha invece incontrato le sigle sindacali, insieme al questore Salvatore Arena: “Sta svolgendo un ruolo di mediatore – ha spiegato al termine Francesca Benedetti (Cisl) –  tentando di capire le ragioni della nostra vertenza e cercando di far ragionare la nostra controparte per condurre ad una pace sociale che sembra non interessare al nostro interlocutore principale”.

“E’ successa cosa gravissima, – attacca Fiorenzo Molinari (Cgil) – l’azienda ci ha mandato una comunicazione con la quale ci dice che oggi non ci sono le condizioni per lo svolgimento delle assemblee sindacali dei lavoratori, proponendoci di spostarle dopo il 26 dicembre; noi ci presenteremo in azienda e pretenderemo di farle per rispetto della legalità e delle leggi italiane. Siamo di fronte a uno scontro di filosofie, loro vogliono avere il campo aperto, decidere le norme che più gli interessanno e giocare in un campo dove vige solo la legge del più forte”.

“Oggi entreremo regolarmente per fare le assemblee – fa eco Vincenzo Guerriero (Uil) – ci aspettiamo che l’azienda rispetti le leggi italiane – se loro cercheranno di ostacolarci proclameremo lo sciopero fino a quando l’azienda non capirà che esistono sindacati”.

“L’azienda rifiuta il contraddittorio e vuole parlare con il prefetto in nostra assenza – afferma Pino De Rosa (Ugl) – la vertenza dimostra che è in gioco la sovranità dello stato e il diritto di avere sul territorio aziende che rispettono le leggi, è una questione sociale di grande importanza”.

Anche l’annunciato presidio dei lavoratori in via San Giovanni non ha avuto luogo.

LA VERTENZA – L’appuntamento in Prefettura, previsto orginariamente per la giornata di martedì, era slittato di un giorno. Con una nota stampa unitaria Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil – Ugl Terziario avevano spiegato come i lavoratori in stato di agitazione si aspettassero passi avanti concreti e di aver accettato lo slittamento “con senso di responsabilità”.

“Abbiamo chiesto che l’incontro si svolga nella primissima mattina di mercoledì 20 dicembre – la loro posizione – per permetterci di riferire ai lavoratori gli esiti del tavolo istituzionale: assemblee erano già state programmate, infatti, a partire dalle 11,30 di mercoledì 20 dicembre e andranno avanti in un’ottica di confronto sindacati-lavoratori fino alle ore 1 di giovedì 21 dicembre, sempre presso la sede Amazon di Castel San Giovanni.

“E’ evidente che il nostro auspicio è quello di incontrare i lavoratori di Amazon alla luce di passi avanti che fino ad ora non è stato possibile compiere per la chiusura totale da parte dell’azienda. In caso contrario, i sindacati non escludono nessuna forma di lotta”.

Dopo l’incontro dell’11 dicembre in Confcommercio, definito “fumoso e inconcludente” dai sindacati e al termine del quale era stato ripristinato lo stato di agitazione per le mancate risposte dell’azienda, la Prefettura di Piacenza aveva deciso di convocare entrambe le parti.

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