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Arte e disabilità nel progetto ‘Riprendiamoci’

Iniziativa in collaborazione con la residenza psichiatrica Tracce, Ausl e Surus produzioni. 

Oggi pomeriggio, lunedì 11 dicembre, alle 17.30, nell’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano (Piacenza, via Sant’Eufemia 12) la Residenza Psichiatrica Tracce e Surus Production presentano l’Atelier di produzione video. 

I video più significativi prodotti dall’Atelier saranno commentati dai redattori e dagli attori della Residenza psichiatrica Tracce e da: Pasqua Barile, coordinatrice della Residenza Psichiatrica Tracce – Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, Bernardo Carli, fondatore della Fabbrica dei Grilli e animatore culturale, Iona Caprì, volontaria animatrice del Laboratorio di Lettura e Scrittura Creativa, Paolo Guglielmetti, fotografo, videomaker, produttore e regista del serial popolare Fette di Salame, Raffaella Pomella, psichiatra responsabile della Residenza Psichiatrica Tracce – Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze Patologiche AUSL di Piacenza. 

Interviene Giovanni Smerieri, psichiatra e psicoterapeuta

L’AtelierL’Atelier nasce nel 2012 da una felice intuizione della coordinatrice della Residenza Psichiatrica Tracce con lo scopo di offrire agli ospiti della comunità psichiatrica  la possibilità di mettersi in gioco, poiché ognuno entra nella malattia con la propria storia, la propria personalità e i propri interessi.

L’invalidità, in cui può incorrere una persona ammalata di malattie psichiatriche croniche, è un’invalidità di un tipo particolare, che colpisce la capacità della persona di essere in relazione con gli altri, di condividerne i sentimenti e le emozioni in un processo empatico. Ed è proprio su questa carenza o intoppo che le attività riabilitative di tipo artistico – espressivo agiscono, allenando e affinando la capacità di entrare in relazione con se stessi e con gli altri.

Per questo un laboratorio di produzione di video, che consente di riprendere gli altri, di riprendersi e di rivedere ciò che si è prodotto, si presenta come una grande opportunità riabilitativa per risvegliare questa capacità affievolita o deficitaria e lasciarci le tracce, sempre entusiasmanti, di una vita che si riannoda.

L’atelier ha visto la partecipazione di numerosi volontari (Lia Caprì, Bernardo Carli e Paolo Guglielmetti), che hanno contribuito alle varie fasi di produzione (scrittura creativa, produzione degli scenari, recitazione).

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