Colpo da 1 milione di euro, dopo 2 anni la refurtiva torna alla ditta di Castello foto

Un maxi furto costato ad un'azienda di Castel San Giovanni pezzi di legno pregiato e un camion per un valore complessivo di 1 milione di euro. I carabinieri sono riusciti a recuperare il 95% del bottino. 

Un maxi furto costato ad un’azienda di Castel San Giovanni pezzi di legno pregiato e un camion per un valore complessivo di 1 milione di euro.

A distanza di due anni, dopo lunghe e meticolose indagini degli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza, per quell’episodio, che aveva rischiato di mettere in crisi seriamente la ditta, hanno denunciato a piede libero, a vario titolo, otto soggetti e restituito il 95% del bottino al legittimo proprietario.

L’amarissima sorpresa risale alla mattina 2 novembre 2015, quando il signor Fausto Bergamaschi (In fondo la VIDEO-INTERVISTA), titolare della Ceava srl, scoprì che nella notte qualcuno era riuscito a introdursi nella loro sede, e ad andarsene con un camion (FOTO) e oltre 1000 pezzi di radica pregiatissima, utilizzata per realizzare i calci dei fucili.

Un furto così ingente da mettere in dubbio la sopravvivenza della stessa società, data anche la difficoltà di reperire questa tipologia di legno.

Subito è partita la denuncia e il conseguente lavoro dei militari del nucleo investigativo, coordinati dal sostituto procuratore Emilio Pisante e guidati dal maggiore Massimo Barbaglia, i quali fin dall’inizio intuito che si trattava di un furto su commissione, destinato ad un mercato specifico.

Gli investigatori hanno dato il via agli accertamenti tecnici, che hanno portato nei mesi successivi all’individuazione del territorio dov’era stato convogliata parte del materiale, presso un noto artigiano della Val Trompia, denunciato per ricettazione, dove sono stati rinvenuti 339 pezzi in noce.

Da lì i militari sono riusciti a risalire ai due albanesi, di 33 e 42 anni, il primo incensurato il secondo pluripregiudicato, dai quali l’uomo aveva acquistato il legno.

Gli stessi, secondo gli inquirenti, avrebbero eseguito materialmente il furto con l’aiuto di un 43enne italiano.

Grazie alle seguenti intercettazioni telefoniche e ai pedinamenti, i carabinieri sono riusciti a risalire ad altre basi dov’era stato destinata la refurtiva, emersa da una serie di perquisizioni eseguite nei comuni di Flero, Nave, Sarezzo, Villa Carcina, Lumezzane e Corte Franca, nella provincia di Brescia. 

Oltre aisoggetti già citati, con le accuse, a vario titolo, di furto aggravato, ricettazione, detenzione abusiva di armi da fuoco e detenzione illegale di due zanne di elefante (ritrovate nel corso dei controlli), sono state deferite a piede libero altre quattro persone, tutte di origine italiana.

Il difficoltoso recupero del bottino è stato completato solo poche settimane fa e questa mattina il titolare dell’azienda ha voluto presenziare alla conferenza stampa dell’Arma per ringraziarli pubblicamente del grande regalo ricevuto da loro per questo Natale.

L’Intervista al proprietario della ditta di Castel san Giovanni 
 

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