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Comune contro la Legge Fiano, Rifondazione Comunista: ‘Sdegno e preoccupazione’

"Le dichiarazioni dei vari consiglieri a favore di tale risoluzione dimostrano ancora una volta che la storia di questo Paese è prossima a essere cancellata e che, oggi come ieri, una politica antifascista è più che mai indispensabile per conservare l'attuale ordine democratico" 

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Circolo Rosa Luxemburg di Piacenza, Rifondazione Comunista, sulla risoluzione contro la Legge Fiano approvata nei giorni scorsi dal consiglio comunale cittadino

La nota stampa – Il Partito della Rifondazione Comunista guarda con sdegno e seria preoccupazione la risoluzione approvata nei giorni scorsi dal Consiglio Comunale di Piacenza.

La decisione di schierarsi ufficialmente contro la Legge Fiano, legge che condanna (aggiornando la Legge Mancino del 1993) l’apologia di fascismo, è per noi un duro colpo alla storia di una città medaglia d’oro per la Resistenza e soprattutto motivo di forte preoccupazione per il futuro che ci attende, con i neofascisti sdoganati dalla politica e liberi di portare avanti la loro ideologia di morte e distruzione.

Le dichiarazioni dei vari consiglieri a favore di tale risoluzione dimostrano ancora una volta che la storia di questo Paese è prossima a essere cancellata e che, oggi come ieri, una politica antifascista è più che mai indispensabile per conservare l’attuale ordine democratico che, per quanto imperfetto, è il sistema migliore che abbiamo mai avuto la possibilità di testare.

Come partito ci schieriamo al fianco di ANPI e del Consigliere Rabuffi nel confermare la nostra lotta continua contro un’ideologia che nulla ha avuto a che spartire con libertà e uguaglianza, un’ideologia che ha condotto il Paese in una guerra civile sanguinosa e, evidentemente, mai terminata davvero, un’ideologia che in vent’anni di dittatura ha distrutto tutte le conquiste operaie ottenute nel “Biennio Rosso” e che ha trascinato l’intera popolazione sul lastrico.

L’antifascismo non è solo una medaglia da cucirsi al petto ogni 25 Aprile, ma un ideale in cui credere quotidianamente che ci ha visto da sempre e per sempre al fianco di associazioni quali l’ANPI per rifiutare qualunque ritorno al passato. Ora e sempre resistenza.

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