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Focus siccità a Tomato World, Coldiretti: “Piccoli invasi per stoccare più acqua”

A parlare è il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi, tra i protagonisti della tavola rotonda che ha messo a confronto le associazioni di agricoltori sul tema “Acqua per la terra”

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SICCITA’, FOCUS A TOMATO WORLD – La nota stampa
 
L’intervento del direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi: “Ruolo dell’agricoltura fondamentale per la salvaguardia del territorio”
 
“Occorre che ciascuno faccia la sua parte. E’ importante chiarire che l’acqua per le aziende agricole è un costo e gli agricoltori non amano gli sprechi. Tra l’altro, Piacenza è una delle province più avanzate per quanto riguarda l’adozione di sistemi innovativi di irrigazione”.

A parlare è il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi, tra i protagonisti della tavola rotonda che ha messo a confronto le associazioni di agricoltori sul tema “Acqua per la terra”, più che mai attuale dopo la devastante siccità patita quest’anno. Il dibattito, all’interno del convegno organizzato nella giornata conclusiva della manifestazione “Tomato World” in scena a Piacenza Expo, ha messo in luce come in realtà il problema della scarsità delle risorse idriche sia annoso, con pubblicazioni che risalgono addirittura alla fine degli anni ’30. 

Focus quindi sulle possibili soluzioni. Per il direttore di Coldiretti le possibilità per portare l’acqua nelle valli sono due: “Si tratta degli invasi che possono anche produrre energia, oppure dello spostamento dell’acqua dal Po alle vallate, che invece comporterebbe costi energetici notevoli e inquinamento.

Credo – ha osservato Cremonesi – che sia meglio dedicare una parte della montagna, che oggi tra l’altro vive seri problemi di dissesto idrogeologico proprio a causa dell’abbandono delle aree coltivate, a invasi piccoli, medi o grandi, compatibilmente con la morfologia del territorio, per aumentare lo stoccaggio di acqua”.
 
Inoltre, secondo Cremonesi è importante chiarire che l’acqua utilizzata per fini irrigui rimpingua le falde del territorio a distanza dal letto del fiume e garantisce la biodiversità. “Gli agricoltori – ha dichiarato – non devono essere considerati inquinatori, al contrario sono i primi ad avere a cuore la salvaguardia del territorio”.

Nel ricordare le difficoltà legate alla mancanza d’acqua fronteggiate nel Piacentino durante la scorsa estate, Cremonesi ha infine sottolineato alcuni dei momenti più significativi, come la manifestazione degli agricoltori a Cà Buschi di Rivergaro, gli incontri in Prefettura, l’attenzione dei media di tutta Italia al problema, la visita del ministro Gian Luca Galletti e la dichiarazione dello stato d’emergenza per la nostra provincia e per quella di Parma.

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