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Legge di Bilancio, Cna: “Le imprese non possono più aspettare”

L’Associazione sintetizza in cinque richieste i punti fondamentali del provvedimento in discussione in Parlamento.

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“Le PMI in Italia sono la spina dorsale del sistema economico, sia in termini di numero di imprese, sia di occupati”.

“Una legge di bilancio, quindi, non può non mettere al primo posto i provvedimenti utili a sostenere e a far crescere le imprese. I punti che CNA giudica primari, relativamente alla Finanziaria 2018, sono cinque: la deducibilità dell’Imu che grava sulle imprese; la completa attuazione del regime per cassa; la conferma dell’ecobonus al 65%; l’esenzione dall’Irap per le imprese minori; la garanzia dell’entrata in vigore dell’Iri dal prossimo anno”.

“Se queste istanze non troveranno accoglimento, la nostra valutazione della Legge di Bilancio non potrà che essere negativa”.

Così Giovanni Rivaroli, Presidente della CNA di Piacenza, interviene a proposito del provvedimento in discussione in questi giorni in Parlamento.

“E’ giunto il momento di passare dalle parole ai fatti per fornire soluzioni concrete ai reali problemi delle micro e piccole imprese, a cominciare dall’Imu, di cui chiediamo la completa deducibilità per evitare che gli immobili produttivi siano tassati due volte (con l’Imu appunto, e con l’Irpef), provvedimento che da solo vale quattro punti in termini di tassazione sulle imprese”.

Ma è anche necessario sgravare dall’Irap quelle aziende minori, artigiani e piccole imprese, prive di autonoma organizzazione, e attuare in modo completo e definitivo il regime per cassa per le ditte in contabilità semplificata, riconoscendo alle imprese di pagare le tasse solo sui redditi effettivamente incassati”.

“Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito come artigiani e piccole imprese senza un’autonoma
organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l’Irap, – aggiunge Rivaroli – continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall’applicazione, evitando gli attuali contenziosi”.

Molto importante anche la conferma dell’ecobonus al 65% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, che permette di combattere l’inquinamento e, allo stesso tempo, rappresenta un aiuto significativo per sostenere cittadini e imprese.

CNA chiede, inoltre, “la garanzia dell’entrata in vigore dell’Iri dal 2018, ovvero l’introduzione di un’aliquota agevolata per i redditi d’impresa lasciati nella stessa, un intervento che ridurrebbe di due punti la tassazione sul reddito dell’azienda”.

“Vorremmo che la politica riuscisse finalmente a tradurre in fatti concreti queste promesse – conclude il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza – nell’interesse delle imprese del nostro Paese ma anche di tutta la collettività”.

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