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‘Piacenza da vedere, da ascoltare e da toccare’, il progetto del Gioia

Gli studenti del liceo Gioia hanno presentato il loro progetto, tra i vincitori del concorso "Io amo i beni culturali"

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Reduci dal concorso “Io Amo I Beni Culturali”, gli studenti del liceo Gioia hanno presentato, ieri mattina, a Palazzo Farnese, il loro progetto, risultato tra i vincitori. 

Il concorso, giunto quest’anno alla settima edizione, è proposto dall’IBC dell’Emilia Romagna e ha come obiettivo quello di avvicinare i giovani al patrimonio culturale e alle istituzioni che lo conservano, favorendo la loro partecipazione attiva e creativa e sostenendo la crescita di cittadini autonomi e consapevoli. Ogni progetto vincitore verrà sostenuto mediante iniziative formative e risorse finanziarie.

Il progetto, che ha coinvolto 7 classi e 16 docenti della scuola superiore piacentina ed è stato presentato assieme all’Archivio di Stato di Piacenza, è denominato “Piacenza nel Medioevo. Una città da vedere, da ascoltare e da toccare”.
Il lavoro intende rendere accessibile a ipovedenti e ipoudenti la collezione di sculture medievali dei Musei di Palazzo Farnese e integrare le possibilità di visita alla città di Piacenza, realizzando un percorso sensoriale, tattile e audiovisivo. Le opere verranno riprodotte grazie alla stampante 3D che è in dotazione proprio al liceo Gioia.
 
Partner del liceo sono i Musei Civici di Palazzo Farnese, per cui era presente la direttrice Antonella Gigli, e l’Unione Italiana Ciechi – sezione di Piacenza, rappresentata da Giovanni Taverna
 
Giovanni Taverna, inscenando una sorta di gioco di ruolo, ha spiegato ai ragazzi quali fossero i problemi di approccio alle opere per le persone disabili. L’Unione Italiana Ciechi sarà il punto di riferimento dei ragazzi, per far capire loro qual’è l’approccio giusto per permettere ai disabili di fruire delle opere.
 
Uno dei tanti docenti coinvolti è stata la professoressa di latino e materie letterarie Manuela Veneziani, che ha offerto una breve spiegazione: “Il nostro progetto prevedeva uno studio della storia dell’arte del medioevo. Questo fa capire agli studenti l’importanza delle istituzioni cittadine, li rende cittadini attivi, capaci di valorizzare la memoria storica”.

Rispetto al pubblico di fruitori, – continua la professoressa – l’obiettivo era ampliarlo, comprendendo fruitori con disabilita. Per questo abbiamo utilizzato la stampante 3D a disposizone della scuola, per favorire una fruizione tattile di questa esposizione. Abbiamo riprodotto la lastra “del Benvegnù“,esposta nella Sala degli Epigrafi. Il lavoro prevede anche audio che saranno ascoltabili anche tramite un’app e spiegheranno la storia della città e degli oggetti presenti, e diversi video, pensati per fruitori ipoudenti.

Appare positivamente colpito dal progetto l’assessore Massimo Polledri: “Voi avete tradotto per qualcuno che non può accedere al castello, è un’operazione che dovremmo fare tutti. L’augurio che vi faccio è che il passaporto che voi avete creato, lo possiamo sempre creare nella nostra vita”.
 
Il direttore dell’Archivio di Stato Gianpaolo Bulla, (che presenzia per la dottoressa Riva, referente del progetto ndr) è anche lui molto soddisfatto della collaborazione con gli studenti: “Il concorso a cui avete partecipato è stato reso possibile dal fatto che si è riuscita a trovare la collaborazione di più istituzioni, se si va da soli non si va da nessuna parte”.
 

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