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Reddito di inclusione, il Comune: “Attendere gennaio per la domanda”

Le domande presentate in questi giorni, infatti, verranno comunque lavorate dall’Istituto di previdenza solo dopo la metà di gennaio, il che renderebbe necessario per gli utenti ritornare agli sportelli per perfezionare le pratiche

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Reddito di inclusione al via, ma si consiglia di attendere il gennaio 2018 per presentare domanda – La nota del Comune di Piacenza
 
È possibile da venerdì 1° dicembre, presentare domanda per il Reddito di inclusione. Tuttavia, si consiglia di attendere il mese di gennaio 2018 per recarsi presso gli uffici comunali di Piacenza competenti ed effettuare la richiesta di accesso al contributo; ciò per consentire l’attivazione delle piattaforme informatiche di caricamento e trasmissione della domanda a Inps, unici canali attraverso i quali è possibile gestire l’operazione.

Le domande presentate in questi giorni, infatti, verranno comunque lavorate dall’Istituto di previdenza solo dopo la metà di gennaio, il che renderebbe necessario per gli utenti ritornare agli sportelli per perfezionare le pratiche.

E’ quindi preferibile, innanzitutto nell’interesse dei cittadini, attendere il gennaio 2018 per la presentazione della domanda, in modo da ottimizzare i tempi e le possibilità di ottenere il contributo, in quanto sarà disponibile il portale unico per Reddito di Solidarietà e Reddito di Inclusione.

La domanda di accesso al contributo potrà essere presentata presso gli sportelli Informasociale di via Taverna 39 (tel. 0523.492731) o via XXIV Maggio 28 (tel. 0523-492022).

Qualora vi siano figli di minore età, occorre optare per gli sportelli Informafamiglie&Bambini, con sede presso la Galleria del Sole alla Farnesiana (tel. 0523-492380), in via Torricella 7/9 (tel. 0523-385318) o presso il Servizio Famiglia e Tutela Minori di via Martiri della Resistenza 8/a (tel. 0523-492222).

Giorni e orari di apertura sono pubblicati sul sito www.comune.piacenza.it dove sono consultabili, già in home page, tutte le informazioni relative al Reddito di Inclusione.

CHE COS’E’ IL REDDITO DI INCLUSIONE – Si tratta di una misura che prevede l’erogazione di un sostegno economico a fronte della sottoscrizione, da parte dei beneficiari, di un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo.

Possono richiedere il contributo i nuclei familiari di cui almeno un componente sia residente da almeno 24 mesi sul territorio nazionale, con specifici requisiti.

Il nucleo infatti deve vedere la presenza di almeno una delle seguenti condizioni: un componente di età inferiore ai 18 anni; un componente con disabilità e almeno un suo genitore o tutore; una donna in stato di gravidanza accertata; un lavoratore di età pari ad almeno 55 anni e specifici requisiti di disoccupazione: si considera equiparato alla disoccupazione anche un reddito da lavoro dipendente o autonomo che corrisponda a un’imposta lorda inferiore, rispettivamente, a 8.000 o 4.800 euro.

Per i cittadini comunitari è richiesta inoltre la titolarità del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, per i  cittadini di Paesi terzi occorre il possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo; per gli apolidi è richiesto il permesso o la titolarità di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria). Il nucleo familiare dev’essere in possesso, congiuntamente, di alcuni requisiti economici desumibili dalla certificazione Isee.

Il Reddito di Inclusione è incompatibile con l’assegnazione del Reddito di Solidarietà regionale e con l’attribuzione, a qualsiasi membro del nucleo familiare, del Naspi -Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego

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