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Sequestrate 140 tonnellate di carne ‘Merce scaduta da oltre 4 anni’ VD foto

E' questa la situazione a cui si sono trovati davanti gli agenti della Guardia di Finanza nelle celle frigorifere di uno stabilimento di stoccaggio e trasformazione delle carni nella Bassa piacentina

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140 tonnellate di carne, “potenzialmente dannose per la salute”, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza di Piacenza nell’ambito di un’operazione che ha interessato uno stabilimento di stoccaggio e trasformazione nella “Bassa piacentina”.

Un’attività, svolta nell’imminenza delle prossime festività natalizie, nata da un monitoraggio effettuato nell’intera provincia sui soggetti operanti nel settore del commercio alimentare. 

“Gran parte della merce sequestrata – ha spiegato il colonnello Daniele Sanapo, comandante provinciale della Guardia di Finanza – recava una data di scadenza superata (a volte di oltre 4 anni), ed era sprovvista di qualsiasi tipo di etichettatura, utile a tracciarne la provenienza e la destinazione”.

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La carne (quasi esclusivamente bovina) proveniva da Sud America, Est Europa, ma anche dall’Italia: l’intervento delle Fiamme Gialle – è stato evidenziato nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il tenente colonnello Luca Elidoro, il tenente Francesco Giglio e il direttore del Programma di Sicurezza Alimentare Ausl Marco Delledonne ha scongiurato il rischio concreto che il prodotto, sottoposto a sequestro, venisse illecitamente “lavorato” e rietichettato per la reimmissione in commercio di carne che, per l’ingente quantità, avrebbe potuto “invadere” vaste aree territoriali, raggiungendo migliaia di ignari consumatori.  

Secondo quanto riferito parte della carne rinvenuta presso l’esercizio controllato, pur correttamente conservata, era posizionata all’interno delle celle in modo da occultare a prima vista i bancali di prodotto non in regola con la vigente normativa sanitaria.

L’attività nello stabilimento avrebbe inoltre fatto emergere carenze igieniche, oltre al mancato rispetto delle procedure di autocontrollo e di un corretto mantenimento della catena del freddo (la carne – è stato spiegato – era stata ricongelata dopo aver subito un fortuito decongelamento): motivi che hanno determinato il sequestro di tutto il prodotto detenuto in modo non conforme alle norme e l’applicazione, nei confronti della società detentrice della merce, di una serie di sanzioni di carattere pecuniario per circa 10mila euro.

L’operazione delle Fiamme Gialle ha consentito, al servizio veterinario della Ausl, l’emanazione di un provvedimento di sospensione temporanea dell’attività di stoccaggio e deposito del prodotto congelato, che verrà in seguito interamente distrutto. 

“I risultati ottenuti – evidenziano le Fiamme Gialle piacentine – si inquadrano nell’ambito delle attività istituzionali orientate prioritariamente alla tutela del mercato e della concorrenza, oltrechè della saluta pubblica e testimoniano l’elevato e costante impegno profuso dal corpo a presidio della sicurezza economico-finanziaria del paese. L’attività svolta vuole inoltre costituire monito per tutti i consumatori e operatori del settore, affinché pongano massima attenzione, soprattutto durante le prossime festività, sulla provenienza e sulla scadenza dei prodotti alimentari, spesso commercializzabili a prezzi maggiormente concorrenziali”. 
 
Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire la reale provenienza della carne ed a verificare il rispetto della normativa fiscale nell’ambito dell’attività commerciale esercitata.

Nella maggior parte dei casi gli operatori del settore alimentare operano in maniera assolutamente corretta – ha voluto evidenziare Marco Delledonne – ogni tanto purtroppo si verificano episodi sgraditi: i controlli vengono eseguiti, l’importante, come in questo caso, è l’intervento tempestivo prima della commercializzazione della merce”.

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