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“Teatrino” sulla commissione controllo. Barbieri alza la voce ma la minoranza non ci sta

Si sono alzati i toni in consiglio comunale: duro intervento del sindaco e le minoranze (tranne i 5 Stelle) non entrano nel nuovo organismo

Via libera tra le polemiche alla costituzione di una commissione speciale di controllo e garanzia sugli atti del Comune.

Si sono alzati i toni in consiglio comunale, con un duro intervento del primo cittadino e la decisione delle minoranze (tranne i 5 Stelle) di non entrare nel nuovo organismo.

A scatenare la discussione l’ipotesi di assegnazione della presidenza della commissione, che per statuto spetta ad un esponente delle minoranze, al Movimento 5 Stelle.

Ipotesi scaturita da una esternazione di Davide Garilli (Lega Nord), che al termine della precedente seduta del consiglio aveva detto di “affidarsi (per la presidenza, ndr) a chi ha sempre spinto per la commissione”, vale a dire ai pentastellati. 

Un intervento che ha portato il Pd a schierarsi contro la proposta: “Il punto è politico – ha detto Stefano Cugini (Pd) – l’intervento di Garilli con cui anticipa il voto di una parte politica preponderante ad un esponente della minoranza fa capire la volontà di voler decidere in casa d’altri. Voteremo contro e non parteciperemo alla commissione”.

“Garilli ha parlato a nome personale, – ha precisato Stefano Cavalli (Lega) – annuncio che non farà parte della commissione e non potrà quindi votare il consigliere Andrea Pugni (il collega Sergio Dagnino ha già la carica di vicepresidente del consiglio comunale, ndr).

A rincarare la dose Luigi Rabuffi (Pc in Comune), che a sua volta ha anticipato che non farà parte della commissione: “Avete voluto lanciare il messaggio che siete voi a decidere chi è presidente – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – per cui lo sceglierete e gestirete voi”.

Duro l’intervento del sindaco Barbieri: “Tengo moltissimo a questa commissione, la chiediamo come maggioranza per dire ai cittadini e ai nostri consiglieri che questa giunta non ha nulla da nascondere: mi ha mortificato aver saputo che nel momento stesso in cui da questo Comune è uscita la nota per l’istituzione della commissione si sono scatenate le telefonate per le poltrone. Vergogna!”.

“Questo non è un teatrino, è una cosa seria – ha aggiunto il sindaco – non si può svilire il senso di una commissione importantissima perchè uno non fa il presidente”.

Parole che Massimo Trespidi (Liberi) ha rispedito al mittente: “Se tanto tenevi a questa commissione ti dovevi comportare di conseguenza e fare in modo che fosse presentata da tutti i capigruppo. Se siamo arrivati a questo punto è evidente che si è verificata una forzatura della maggiornaza su un nominativo”. “Per quanto ci riguarda – ha concluso Trespidi – non siamo interessati a nessuna presidenza, nè oggi nè domani”.

Contrario anche Paolo Rizzi (Piacenza Più): “Sono sempre stato a favore della commissione, ma il metodo con cui è emersa non ci convince e mi pare leda un po’ la libertà di scelta della minoranza”. 

Pugni, il cui nome è stato al centro della discussione, ha invece annunciato il voto farevole dei 5 Stelle: “Non abbiamo fatto accordi con nessuno – ha affermato con forza – Grilli ha solo espresso un parere. Questa è una commissione sacrosanta, che entrava nella nostra campagna elettorale”.

Faccio gli auguri a Pugni – ha detto Christian Fiazza (Pd) – che in quanto unico consigliere di minoranza nella commissione ne sarà presidente. Noi non siamo mai stati interessati a poltrone, men che meno a seggiole”.

“Non abbiamo niente da perdere e vogliamo fare cinque anni con grande trasparenza – è invece intervenuto Sergio Pecorara (Forza Italia), mentre Antonio Levoni (Liberali) si è rivolto alla minoranza: “Noi aspettavamo da voi una proposta: avete fatto un nome?”.

Alla fine la commissione ha avuto il via libera con 23 voti favorevoli e 9 contrari (un astenuto).

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