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Tra finzione e realtà, ecco il Dizionario Toponomastico “fantastico” di Piacenza foto

Presentato ieri sera, al Melville di S. Nicolo' (Piacenza) il nuovo "pescegatto" natalizio di Edizioni Officine Gutenberg, a breve nelle librerie

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Presentato ieri sera, al Melville di S. Nicolo’ (Piacenza), il nuovo “pescegatto” natalizio di Edizioni Officine Gutenberg, a breve nelle librerie.

Dizionario Toponomastico Fantastico della Provincia di Piacenza. Quello che nessuno ha mai svelato sull’origine dei nostri paesi” a cura di Gabriele Dadati e G.B. Menzani

Ecco la presentazione del volume:

Una delle più incredibili vicende raccolte in questo libro è quella di Besenzone, che a partire dal IV secolo d.C. fu popolato da donne molto belle provenienti dal nord Europa: donne alte, di carnagione chiara e dalla lunga chioma, bionda o del colore del fuoco e del rame, che a torto vennero credute streghe. Un’altra è relativa a una scatenata battaglia tra Barbieri preistorici in un grande Prato al limitare dei boschi del monte Moria, una sorta di nostrano talent show ante litteram. 

Un’altra ancora a un uomo incurvato dagli anni, con il respiro affannoso, che era solito accovacciarsi sotto le fronde del suo albero di noci per veder volare nel cielo un Gabbiano. Che cosa ci faceva lì, tra le colline di Pianello, quello strano uccello?

E che dire di Doppi, abitato solo da gemelli, o di Settesorelle, umile rifugio di una vedova che alla fine del Settecento crebbe da sola sette figliole?

Sull’origine dei toponimi di Mareto e di Montalbo non c’è invece certezza: vi sono in campo diverse ipotesi, tutte (quasi) verosimili. In altri casi, dubbi non ce ne sono. Castelvetro deve il suo nome al maniero (tutto trasparente) di un conte assai geloso della sua giovane moglie; I Vaccari allo spettacolo itinerante del circo indiano del Grande Capo Toro Accovacciato (il cui figlio sarebbe poi diventato il ben più noto Toro Seduto); Corano alla prima enclave islamica in val Tidone; San Polo a un geniale stilista cinese che disegnò la prima maglietta con il collo (assai prima di Lacoste e di Ralph Lauren); Tuna a un’azienda inglese che sulle sponde del fiume allevava il tonno già inscatolato.

E ancora: i meriti dell’enogastronomia piacentina. A Brodo, piccolo borgo alle pendici della Pietra Parcellara, si inventò – appunto – il brodo, tanto che ancor oggi è gemellato con Knorrburg, in Germania. A Perino, invece, un fantastico liquore ad alto tasso alcolico, ovviamente a base di pere.

Come dite, non l’avete mai bevuto?

Non vi resta che leggere queste pagine, se volete conoscere la vera storia (fantastica) dei nostri paesi e delle nostre vallate.

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