Utlizzo Pos, Confcommercio: “Ridurre le commissioni applicate alle imprese”

Il presidente Chiappa: "Adesso usare il bancomat costerà meno, ma il provvedimento del Consiglio dei Ministri non ci convince appieno, in quanto non individua chiaramente tagli diretti a favore delle nostre imprese”.

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L’Unione Commercianti Piacenza interviene con il suo Presidente Raffaele Chiappa sull’utilizzo dei POS.

“Siamo coscienti – afferma Raffaele Chiappa – che l’Italia, su impulso dell’U.E.E., abbia necessariamente dovuto agire per cercare di ridurre le commissioni interbancarie sui pagamenti elettronici, come bancomat e carte di credito e, ne prendiamo atto con soddisfazione”.

“Certo – continua il Presidente dei commercianti – adesso usare il bancomat costerà meno, ma il provvedimento del Consiglio dei Ministri non ci convince appieno, in quanto non individua chiaramente tagli diretti a favore delle nostre imprese”.

“Risulta inoltre ancora non definitivo – prosegue il Presidente Chiappa – il problema delle eventuali sanzioni a carico degli esercenti che non possiedono il POS o che rifiutano il pagamento con moneta elettronica, in quanto a tutt’oggi le sanzioni sono previste ma sono bloccate e ci auguriamo che il Ministero dell’Economia
le elimini definitivamente”.

“Vale comunque la pena sottolineare – afferma il Presidente della locale Confcommercio – che l’eliminazione delle commissioni interbancarie giovano all’utenza, mentre non è cambiato nulla per gli oneri a carico delle imprese, lasciando questo aspetto alla libera trattativa tra gli Istituti di Credito e le Associazioni di categoria come la nostra”.

“Sono d’accordo con Confcommercio nazionale – conclude Raffaele Chiappa – nell’evidenziare che l’obiettivo a cui tendere debba essere la maggior diffusione di questi nuovi strumenti elettronici di pagamento, ma non è corretto farlo utilizzando la via di misure ingiuste e penalizzanti. Occorre invece intervenire sulla reale diminuzione delle commissioni applicate dalle banche alle imprese che a tutt’oggi risultano ancora troppo elevate e che, nel caso di piccoli imprenditori e per alcuni settori in particolare, come distributori di carburanti, tabaccai, giornalai, assorbono molto spesso i margini di profitto degli imprenditori”.

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