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‘In 3 anni rilasciati 22.500 passaporti’. Siap: “Problemi sui tempi”

La Questura di Piacenza ha rilasciato, negli ultimi 3 anni, 22.500 passaporti.

Di questi, circa 20mila erano destinati ad adulti, e i restanti 2.500 sono permessi di espatrio per i minori.

A fare il punto sull’attività di polizia amministrativa della Questura è il dirigente Maurizio Mobilio.

Numeri consistenti, quelli presentati, che evidenziano la mole di lavoro svolta dall’ufficio, preposto anche ad altre attività, come le autorizzazioni della licenza di possesso d’armi e la licenza di pubblica sicurezza per attività commerciali.

PASSAPORTI – Venendo al rilascio dei passaporti, il dirigente ricorda come la prenotazione tramite agenda elettronica sia la prassi da seguire. Prima di acquistare una vacanza o dare acconti in agenzie di viaggio, meglio controllare la validità del proprio documento.

Le uniche eccezioni ammesse sono quelle relative ad emergenze comprovate relative a motivi di lavoro, di salute e di studio. “In questi casi eccezionali la Questura di Piacenza ha sempre garantito la massima collaborazione” – viene ricordato.

Se da una parte è vero che i tempi di attesa prima di poter essere convocati negli uffici di viale Malta sono lunghi, e che per questo è stata prevista un’implementazione dell’organico per poter evadere un maggior numero di pratiche, dall’altro è pur vero che il passaporto viene rilasciato nell’arco di un paio di giorni.

Accanto al rilascio del passaporto, c’è anche l’attività di controllo dei richiedenti: ad esempio non possono chiedere permessi di espatrio gli insolventi, con pene pecuniarie non saldate. Grazie a queste verifiche è stato possibile recuperare, negli ultimi 3 anni, 106mila euro.

PORTO D’ARMI – Tra le attività svolte c’è anche quella della consegna di licenze per porto d’armi, per cacciatori e tiro al volo, della durata di 6 anni. Nel 2017 sono state concesse oltre mille licenze, poco più di 500 per la caccia, il resto per tiro al volo. Nel 2016 ne sono state rilasciate 1200, 1800 nel 2015.

C’è poi una percentuale limitata di rigetti, ossia di richieste respinte (per condanne, precedenti…motivi giuridici che non consentono il rilascio della licenza). Nell’arco di 3 anni sono state respinte 80 pratiche.

Il porto d’armi per difesa personale viene invece rilasciato dalla Prefettura.

LICENZE – Altro campo di intervento è l’ufficio licenze e autorizzazioni di polizia, per attività commerciali e imprenditoriali. I settori di interesse spaziano dai compro oro, gioiellerie, armerie, le attività di video lottery e agenzie scommesse, recupero crediti. Nel 2017 sono state trattate 230 istanze.

RILASCIO PASSAPORTI, SIAP: “I PROBLEMI CI SONO” – Sui tempi del rilascio dei passaporti interviene anche il Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) con il segretario provinciale Sandro Chiaravalloti: “Tempo fa – ricorda – alla questura di Piacenza venivano rilasciati ai cittadini in tre giorni, anche quando questi si presentavano agli sportelli con i biglietti in mano per un viaggio anche di piacere: spesso, infatti, un cittadino medio di una famiglia media trova proposte di viaggio all’ultimo minuto attraverso offerte vantaggiose delle quali, ahimè, i piacentini senza regolare passaporto, a differenza del passato, e a differenza di altre città,  non potranno approfittare”.

“Molti cittadini – prosegue – si sono rivolti a me personalmente, anche due giorni fa, per esternare le difficoltà che hanno trovato nel rinnovo o rilascio del passaporto con il rischio di dover rinunciare al viaggio perdendo denaro nel caso di preventivo acquistato del biglietto”.

“Il 26 gennaio il Siap incontrerà il questore sul tema contrattuale della qualità del  servizio con l’utenza: verranno ribadite le problematiche emerse, già in parte esternate al fine di salvaguardare la sicurezza anche laddove si parli di piacere: in questo settore lavorano e campano famiglie di contribuenti e la sicurezza è anche lavoro”.

“Difficoltà che da tempo non notiamo solo per i cittadini: anche per operatori vorrebbero venire incontro alle esigenze degli utenti ma non possono farlo causa disposizioni a nostro parere da rivedere per rendere più snelle le procedure anche per il rilascio del porto d’armi”.

“Pertanto – conclude -, bene hanno fatto alcuni cittadini a protestare, anche perchè ci risulta che alcuni di loro si sarebbero recati in altre città e in altre questure, in particolare a Cremona”.

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