Sono 6530 gli studenti piacentini coinvolti nel percorso di alternanza scuola – lavoro, che interessa i ragazzi degli ultimi tre anni delle scuole superiori e prevede 200 ore obbligatorie per i licei e 400 per gli istituti tecnici e professionali.
Il dato è emerso nel corso del convegno sul tema organizzato da Cisl Scuola Parma e Piacenza nell’Aula Magna dell’ISII Marconi.
Futuro, prospettive, opportunità, sicurezza, formazione, territorio: questi alcuni dei temi al centro dell’incontro, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il presidente di Cna Piacenza, Giovanni Rivaroli, il vicepresidente di Confindustria Giuseppe Cella, Paola Votto, Segretaria Aggiunta Cisl Scuola Parma e Piacenza, Monica Barbolini segretaria Cisl Scuola Emilia Romagna, Giovanni Lombardi, Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro Asl di Piacenza, Teresa Andena, dirigente scolastico Ist. Raineri Marcora, Simona Favari dirigente scolastico Liceo Respighi.
Occorre – è stato sottolineato – creare le condizioni di una efficace alternanza scuola-lavoro: “Quello di collocare positivamente i ragazzi – ha spiegato Liliana Cattani dell’Ufficio Scolastico Provinciale – è un fattore molto critico, anche considerando il fatto che nella realtà piacentina molte aziende hanno chiuso o hanno avuto problemi di sottodimensionamento del personale: tutti possono fare alternanza, bisogna vedere se si riesce fare buona alternanza dedicando tempo agli studenti”.
“In tanti, soprattutto gli enti pubblici, hanno aperto le porte ai ragazzi che spesso vanno a fare quel lavoro ripetitivo, di routine, noioso per i dipendenti: ma lo spirito dell’alternanza non è questo, noi vorremmo una coprogettazione di finalità e competenze: anche i lavori più umili e ripetitivi sono formativi, ma il ragazzo deve essere affiancato a qualcuno per portare a casa competenze e valore aggiunto”.
Altro aspetto critico quello della sicurezza: “Un paio d’anni fa si è verificato sul territorio un grave infortunio e molti docenti hanno avuto paura ad affrontare una collocazione in azienda di studenti a volte non ancora maggiorenni. D’altro canto non possiamo caricare le aziende anche di questa responsabilità, e anche la legge non risolve il problema”.
Giovanni Lombardi di Asl nel suo intervento ha sottolineato l’importanza, da parte dei tutor dell’ alternanza scuola-lavoro, nel coinvolgere il Servizio Prevenzione e Sicurezza ambienti di lavoro. “Il mio servizio in questa materia può dare un contributo attraverso la mia disponibilità al confronto” ha detto, sottolineando come sia importante legare la scuola al mondo del lavoro. ‘Bisogna anche rendersi conto, però, che non tutti gli alunni possono diventare professionisti molti diventeranno operai’.

