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Bergonzi torna a Sarajevo, obiettivo gemellaggio con Piacenza

E’ arrivato a Sarajevo il parlamentare piacentino Marco Bergonzi, che dopo il viaggio dello scorso settembre torna in Bosnia – Erzegovina per rinsaldare il legame con la città di Piacenza.

Un viaggio, spiega Bergonzi, che ha due motivazioni su tutte: commemorare i giornalisti Rai uccisi durante la guerra nei balcani a Mostar mentre documentavano la vita, in particolare quella dei bambini, sotto i continui bombardamenti, e avviare i colloqui con il Comune di Sarajevo con l’obiettivo di arrivare ad un gemellaggio tra Piacenza e la capitale della Bosnia Erzegovina.

“Oltre a ricordare i nostri tre giornalisti – sottolinea -, faremo rivivere l’attualità del loro impegno, consentendo, anche a distanza di tempo, che quanto hanno fatto continui ad essere d’ispirazione e spinta per una terra che, mai come oggi, ha bisogno di giornalisti di qualità”.

Per quanto riguarda il gemellaggio con Piacenza, Bergonzi ha in programma un incontro con il Sindaco di Sarajevo: “Presenterò la nostra città, consegnerò una pubblicazione donata dal Comune, avviando i contatti che saranno successivamente portati avanti dalle due Amministrazioni Comunali”.

“Non si tratta di un gemellaggio qualsiasi – racconta il deputato piacentino – , ma con un luogo di cultura, pace, convivenza e tolleranza, un luogo particolarmente significativo, dove è iniziata la prima guerra mondiale e dove si è concluso il ‘900”.

“Oltretutto Piacenza, pur indirettamente, sentì il coinvolgimento in quella guerra, con il rischieramento dei Tornado tedeschi che partecipavano alla forza d’intervento rapida nell’ex-Jugoslavia a San Damiano con circa 600 militari al seguito. Proprio a Piacenza ha sede l’associazione nazionale dei bosniaci d’Italia e sono già in corso diverse iniziative di scambi culturali e visite di studenti tra il nostro Liceo Gioia e il Liceo Prva Gimnazija di Sarajevo”.

“Un’iniziativa, quindi, che ritengo particolarmente evocativa e che può contribuire a fare di Piacenza un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale, un territorio di dialogo dove si costruiscono ponti tra diverse comunità”.

Il punto di partenza delle iniziative tra I’ltalia e la Bosnia Erzegovina è stata per Bergonzi “la scoperta, sorprendente, sul mancato recepimento da parte del nostro paese (pare l’unico in Europa) della risoluzione del Parlamento Europeo, che definisce ciò che è avvenuto a Srebrenica il più grave genocidio dalla fine della seconda guerra mondiale, riconosce le responsabilita della Comunita Internazionale (caschi blu ONU) e fissa nell’11 Luglio la data della memoria di quei crimini orrendi”.

“Ho sollecitato la Presidente della Camera Boldrini, la Commissione Politiche dell’Unione Europea, di cui faccio parte, e numerosi colleghi ad attivarsi in tal senso, ma i tempi ristrettissimi non lo hanno ad oggi consentito; ritengo che questo recepimento debba costituire un preciso impegno, trasversale e largamente condiviso, per l’imminente prossima legislatura”.

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