I carabinieri trovano armi, munizioni e droga: un arresto e due denunce foto

Due pistole, una “penna” perfettamente in grado di sparare, munizioni e droga.

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A trovarli, nel corso di alcune perquisizioni nel cremonese sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, i carabinieri del nucleo investigativo di Piacenza: una persona è stata arrestata, altre due denunciate a piede libero. Tutte risultano incensurate.

L’operazione, che ha portato i militari piacentini anche nelle province di Reggio Emilia e Crotone, sarebbe scaturita da dichiarazioni rese nel corso del maxi processo “Aemilia” sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia: nelle ultime ore i carabinieri di Modena hanno tratto in arresto un 39enne ritenuto il reggente della cosca emiliana della ‘ndrangheta stroncata nell’inverno di tre anni fa da una maxi operazione.

Nel corso di una perquisizione in provincia di Cremona gli uomini del nucleo investigativo di Piacenza hanno recuperato, nascosta nel sottotetto di un’abitazione, una scatola contenente una Beretta modello 35, calibro 7,65 con canna di riserva, una “penna pistola”, ed alcuni proiettili.

“Una scatola pronta all’uso con armi perfettamente funzionanti” – hanno sottolineato i militari dell’Arma in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il comandante provinciale Colonnello Corrado Scattaretico e il comandante del nucleo investigativo Maggiore Massimo Barbaglia.

La Beretta, arma clandestina, risulta essere stata venduta all’esercito tedesco nel 1944: per il suo possesso è stato arrestato un 27enne di Sesto ed Uniti.

Una seconda pistola, questa volta una 357 Magnum, è stata invece trovata nelle disponibilità di un 46enne di Crotta D’Adda, sempre nel cremonese.

Arma in questo caso detenuta legalmente, non così le munizioni che sono state recuperate per le quali l’uomo è stato denunciato.

Nei guai è finita anche la compagna, una donna 47 anni, per il possesso di alcuni grammi di hashish.

“Si tratta di un’operazione su iniziativa della polizia giudiziaria – hanno spiegato il colonnello Scattaretico e il maggiore Barbaglia -, finalizzata alla ricerca di armi, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia che è ovviamente a conoscenza di quanto abbiamo trovato e delle persone arrestate e denunciate”.

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