Foti (FdI): “La Regione stanzi fondi per i corsi per operatori socio sanitari”

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La mancata erogazione dei fondi da parte della Regione per sostenere i corsi di formazione per il profilo di Oss (operatore socio sanitario) finisce nel mirino di Fratelli d’Italia.

Il capogruppo Tommaso Foti, infatti, torna sull’argomento dopo che già a novembre scorso aveva interrogato la giunta proprio per chiedere un contributo alla Regione, ma l’assessore alla Sanità aveva risposto che “la Regione non ha ritenuto di avanzare alla Commissione Europea alcuna richiesta di deroga per la formazione degli Oss, in quanto non sono pervenute segnalazioni da parte della Direzione regionale competente in merito a eventuale carenza di offerta professionale qualificata e/o di particolari fabbisogni di personale espressi dal mercato del lavoro regionale”.

Secondo il consigliere, però, “il profilo professionale apre una moltitudine di prospettive occupazionali che vanno dall’assistenza socio sanitaria a domicilio all’assistenza personale in istituzioni, all’ausilio professionale qualificato nei servizi sanitari”. E sottolinea che “i partecipanti ai corsi Oss a pagamento sono generalmente disoccupati che investono 10-12 mesi della propria vita e risorse che a stento riescono ad avere per poter accedere a una possibilità di lavoro”.

Per questo, il capogruppo di Fratelli d’Italia interroga la giunta per sapere “se sia stata verificata alla Direzione regionale competente l’eventuale carenza di offerta professionale qualificata di Oss o se siano stati verificati particolari fabbisogni di questa tipologia di lavoratore specializzato a fronte delle richieste del mercato del lavoro regionale, quali e quanti controlli siano stati attivati dalla Regione nelle aziende di servizi per verificare la qualificazione professionale del personale utilizzato, quali siano i risultati emersi e quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati e -infine – se la giunta regionale ritenga di avanzare alla Commissione Europea richiesta di deroga rispetto all’utilizzo di fondi FSE (Fondo sociale europeo) o, in alternativa, abbia intenzione di stanziare fondi propri per coofinanziare la partecipazione di cittadini in stato di disoccupazione ai corsi di formazione promossi per la qualifica di operatori socio sanitari”.

“La Giunta spieghi la diminuzione del fondo dedicato al personale trasferito ai Comuni” –  Con una seconda interrogazione Foti chiede alla Regione di spiegare il motivo per il quale il fondo dedicato alle “risorse umane necessarie a svolgere le funzioni trasferite agli enti locali” è stato portato dai 2.299.816 milioni di euro stanziati sia per il 2016 che per il 2017 a 1.299.816 milioni di euro previsti per il 2018″.

“E – aggiunge – renda noto anche perché sia previsto “solo per l’annualità 2018”.

Nell’atto ispettivo, Foti scrive che nel 2016 la Giunta aveva previsto un importo forfettario per le risorse umane necessarie a svolgere le funzioni trasferite agli enti locali di circa cinque milioni di euro per il triennio 2017-2019. Una cifra trasformata nei circa 2.300.000 euro quando è stato chiarito il “costo complessivo delle unità di personale trasferito ai Comuni in materia di formazione professionale”.

Cifra confermata anche per il 2017 ma, come ricorda il capogruppo di Fratelli d’Italia, che diminuisce di un milione per il 2018 e non viene più confermata per l’intero triennio (2018-2020) ma solo per questa annualità.

Per questo, oltre alle due richieste, il consigliere chiede anche “se con questa diminuzione si debba ritenere che la volontà politica della Giunta sia quella di negare ogni tipo di finanziamento ai Comuni per il personale trasferito unitamente alla delega della formazione professionale dal 31 dicembre 2018”.

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