Immigrazione, Polledri (Lega Nord): “Chi lascia le rotte aperte è complice di scafisti e naufragi”

“In merito all’iniziativa dal titolo “Donne e bambini sulle rotte migratorie”, che ha trovato tra le altre cose ospitalità nelle stanze del Comune, ci tengo a precisare che l’immigrazione è tutt’oggi un problema sul quale non possiamo far finta di niente.

Dal punto di vista politico è ovvio che considero migliore la scelta di tenere queste persone nel loro Paese: oggi, mensilmente, ci costano una cifra che si aggira intorno ai 1.500€ a persona; basterebbe fare due piccoli calcoli per capire che con un cifra del genere queste persone potrebbero viverci molto più a lungo rimanendo nel loro Paese, insieme alla loro famiglia.

Se continuano a morire persone in mare, c’è per forza una qualche responsabilità da parte di organizzazioni e associazioni buoniste che stimolano questo passaggio, alcune di loro lucrandoci, altre mosse senza dubbio da buone intenzioni. Ma le buone intenzioni non sono sufficienti per mantenere le persone in vita. Tra loro possiamo sicuramente trovare “Medici senza frontiere”, organizzazione che non ha neanche firmato il protocollo, il cosiddetto “codice di condotta”, che il governo italiano attraverso il Ministro Minniti ha proposto a tutte le Ong.

Dal 2014 ad oggi nella rotta del Mediterraneo centrale le morti continuano ad essere troppe: oltre 15 mila, secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Il numero maggiore di morti è stato toccato nel 2016: 5.143 secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni (Oim). E il dato è stato ritoccato più volte al rialzo, visto che spesso le notizie dei decessi arrivano a giorni di distanza dall’effettivo naufragio.

Lasciare le rotte aperte, vuol dire lasciar continuare morire ancora altre persone e, allo stesso tempo, si diventa complici di scafisti e naufragi. Prima lo capiamo, meglio sarà per tutti”. Commenta Massimo Polledri, membro del Direttivo Nazionale Lega Nord Emilia. (nota stampa)

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