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“I miei genitori hanno smesso di credere nel mondo del lavoro, ma si sbagliano”. E il post diventa virale

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“I miei genitori hanno smesso di credere nel mondo del lavoro. Io voglio dimostrare loro che si sbagliano”.

Inizia così il post di Sala Scolari, studentessa di 23 anni della Cattolica di Piacenza, pubblicato su Linkedin, il social network per professionisti più grande al mondo: un messaggio che nel giro di tre giorni ha avuto decine di migliaia di visualizzazioni da tutta Italia, con quasi 200 commenti.

Un messaggio di positività in una Italia in cui ancora tanti giovani faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro.

“Mi hanno detto che trovare lavoro è difficile, – scrive Sara – quindi bisogna accontentarsi ed accettare qualsiasi cosa. Mi hanno detto che il lavoro è solo fatica e non piacere. Come può non piacerti qualcosa che occupera buona parte della tua vita? Ho studiato tanto, mi sono data da fare, ho raggiunto ottimi risultati e ho fatto tutto questo perche io ci credo”.

“Credo ancora che si possa trovare il “lavoro dei sogni”, che non contino solo le raccomandazioni ma anche i meriti, che un giorno tutti gli sforzi fatti verranno riconosciuti, che le capacità, le potenzialità e il talento abbiano importanza. Penso che tutti i ragazzi che studiano o i neolaureati debbano ragionare in quest’ottica e non partire gia demotivati”.

“Come possono gli altri credere in noi – la conclusione -, se non siamo noi i primi a farlo? Noi costruiamo il nostro futuro”.

Proprio Linkedin in questi giorni ha svelato l’annuale classifica delle ‘Buzzword’, le parole più utilizzate dai lavoratori nei propri profili.

I dati – come riporta l’Ansa – evidenziano una vera e propria esigenza da parte dei professionisti nell’indicare i propri punti di forza nell’essere “specializzati” ed “esperti” come avveniva in passato, ma soprattutto “competenti”, parola che per la prima volta fa il suo ingresso in questa graduatoria.

Esce invece per la prima volta dal 2015 dalle prime 10 parole più usate dai lavoratori sia a livello globale che italiano, la parola “successo”. Per quanto riguarda l’Italia, infine, a sorpresa scompare dalla top 10 anche la parola “creativo”.

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