Il 26 maggio in Cattedrale la beatificazione di Suor Leonella Sgorbati

Verrà proclamata beata il prossimo 26 maggio nella Cattedrale di Piacenza suor Leonella Sgorbati, missionaria della Consolata originaria di Rezzanello uccisa a colpi d’arma da fuoco a Mogadiscio il 17 settembre del 2006.

Lo scorso 8 novembre Papa Francesco aveva firmato il decreto di beatificazione della religiosa, di cui era stato riconosciuto il martirio “in odium fidei”. “Artigiana di pace”, aveva definito suor Leonella il papa emerito Benedetto XVI pochi giorni dopo la sua uccisione.  “Perdono, perdono, perdono”: le parole di suor Leonella in punto di morte sono – aveva commentato papa Ratzinger – “l’autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male”.

La cerimonia, alla quale è attesa la partecipazione di centinaia di fedeli, sarà presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi. Tra i concelebranti, oltre al vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio, anche l’arcivescovo di Milano Mario Delpini.

INIZIATIVA DE IL NUOVO GIORNALE – Che cosa dice il martirio di suor Leonella Sgorbati alla nostra vita? Per aiutarci a conoscere e lasciarci interpellare dalla missionaria il settimanale Il Nuovo Giornale della diocesi di Piacenza-Bobbio da giovedì 1° marzo offre ai lettori l’appuntamento con la pagina “Suor Leonella e noi”.  Di settimana in settimana fino al 23 maggio, si proporrà un approfondimento su un aspetto della vita e del carisma della religiosa uccisa a Mogadiscio il 17 settembre 2006 invocando per tre volte il perdono per il suo assassino.

La pagina affronterà dunque di volta in volta un tema suggerito dalla vita della missionaria, che prenderà forma grazie ad un’illustrazione di Renato Vermi. Si partirà dall’infanzia, con una piccola Rosetta – Rosa Maria è il nome di battesimo di suor Sgorbati – educata dalla mamma ad essere attenta ai bisogni dei poveri, fino al trasloco nel Milanese con la ribellione dell’adolescenza, la scoperta della vocazione alla vita religiosa, l’incontro con il dolore durante gli studi da infermiera, la tensione nel costruire una comunità fraterna con le consorelle, l’impegno educativo con i giovani, fino al servizio a Mogadiscio e la donazione totale della vita quel 17 settembre 2006, quando, nel tentativo di proteggerla, morì anche la sua guardia del corpo musulmana.

Per ogni “tappa”, verrà raccontata anche l’esperienza di una persona, di una famiglia o di una comunità parrocchiale o religiosa che oggi vive quel particolare aspetto (ad esempio le prove alla fedeltà alla vocazione, l’inquietudine della crescita, la testimonianza cristiana, la persecuzione, il perdono…). Una frase dai diari di suor Leonella completerà la proposta.

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