Quantcast

Bocconi avvelenati a Morfasso. Muore un cane foto

Più informazioni su

“Quello che mi fa più rabbia è il non sapere con chi prendersela. Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia per scoraggiare il ripetersi di questi episodi. Forse non ci si rende conto del dolore che si provoca”.

Sara è decisa e ferma nel denunciare la morte del suo lupo cecoslovacco, Stratos, un cucciolo di appena 7 mesi, morto dopo essere entrato in contatto con quelli che sembrano essere bocconi avvelenati.

Il condizionale è d’obbligo, ma Sara, insieme al suo compagno Francesco, si è già rivolta alle autorità competenti per avere giustizia.

“Domenica come di consueto siamo andati a fare una passeggiata con il nostro cane nella zona di Morfasso, vicino a Sperongia, ai piedi del monte Moria. Sulla via del ritorno abbiamo avvertito un odore molto forte, pungente, e prima che riuscissimo a rendercene conto Stratos aveva già addentato una palla di carne macinata, molto grossa, delle dimensioni di un pompelmo – racconta Sara -. Siamo riusciti subito a togliergliela e gli abbiamo sciacquato il muso della neve. I bocconi abbandonati erano due, posizionati sotto un cespuglio, probabilmente o la notte prima o la mattina stessa”.

In un primo momento Sara e Francesco pensano di averla scampata, invece verso le 15 di domenica Stratos inizia a stare male, con spasmi e convulsioni. Viene portato dal veterinario, dove in un primo momento si pensa a una intossicazione, ma questa ipotesi viene accantonata visto l’esito degli esami del sangue. Il cucciolo non ce la fa e muore nella mattinata di ieri, lunedì 5 febbraio.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri di Castellarquato, con delega alla tutela forestale, mentre sia i bocconi avvelenati sia la carcassa di Stratos sono stati portati all’istituto zooprofilattico per verificare se a causarne la morte siano stati uno o più veleni.

“Il veterinario ci ha detto che spesso viene utilizzato un veleno contro le lumache, che si può acquistare tranquillamente senza licenza – dice Sara -. Quello che fa male è il non sapere con chi prendersela. Non sappiamo neppure quali possano essere le motivazioni di questo gesto. Forse l’obiettivo erano i lupi presenti in zona. Ma nessun lupo si sarebbe mai avvicinato questi bocconi”.

“Il nostro obiettivo, adesso, è scoraggiare gli emulatori, ed evitare il ripersi di questi episodi. Forse il responsabile, guardando questa foto scattata a Stratos giusto il giorno prima, vedrà chi ha colpito…”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.