Bracciale per monitorare i dipendenti, nuova polemica su Amazon

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Una nuova polemica investe Amazon, dopo la notizia, riportata dal sito GeekWire, secondo cui l’azienda ha brevettato l’idea di braccialetti “intelligenti” per i dipendenti in grado di monitorarne le attività e controllare se vengono compiuti passaggi corretti relativamente ai vari ordini.

I braccialetti, secondo GeekWire, sarebbero anche in grado di inviare ai polsi dei dipendenti delle vibrazioni per indicare eventuali errori.

Una notizia che non ha mancato di provocare reazioni, a partire da quella dei sindacati. L’iniziativa di Amazon “si commenta da sola”, dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, come riportato dall’Ansa. “Ne penso tutto il male possibile”, aggiunge il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “È evidente che ci vuole ancora tanto lavoro per affermare in ogni dove che il lavoro deve avere dignità e rispetto per le persone”: fa eco la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Per il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che venerdì incontrerà proprio Amazon a seguito delle agitazioni sindacali, “se un’azienda intende utilizzare uno strumento con queste caratteristiche deve farlo nel rispetto della legge: ossia avere l’accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l’autorizzazione al ministero”.

E sul tema è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni: “E’ facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto”.

“SE NE PARLIAMO E’ GRAZIE AGLI SCIOPERI” – “A seguito dell’esperienza di assistenza sindacale che ormai da due anni garantiamo ai lavoratori del sito piacentino – afferma Pino De Rosa, segretario provinciale Ugl – la cosa non ci meraviglia.
 Si tratta in buona sostanza di un metodo tecnologicamente evoluto per fare qualcosa di molto simile a quello che già accade quotidianamente”.

“Il dato veramente significativo, è che di fronte a codeste strutture nessuno può più tacere. 
Il merito è di quei lavoratori, per lo più giovani, che hanno avuto il coraggio di associarsi alle organizzazioni sindacali, e di levare il capo nei confronti della multinazionale, non solo per loro, ma per il futuro di tutti i lavoratori italiani.
 Senza lo sciopero del Black Friday, oggi quello di cui parliamo non sarebbe stata una notizia.
 Ci auguriamo che il 2 febbraio il Ministro del Lavoro si adoperi scegliendo la parte giusta, quella dei lavoratori”.

“In ultimo però, non possiamo evitare di sottolineare, che quando si richiamano le norme che impediscono la videosorveglianza a distanza, si deve tenere in mente che per esempio il Job Act ha di molto allargato le maglie delle tutele stesse.
 Se infatti un dispositivo che consente la localizzazione del lavoratore è necessario per l’espletamento della mansione, non vi è l’obbligo dell’accordo sindacale previsto dalla L. 300/70. 
Quando si modificano così delle norme, – conclude De Rosa – poi si deve mettere in conto che qualcuno può approfittarsene, ed è inutile a quel punto manifestare sconcerto”.

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