Crotti (Coldiretti): “Innovazione e sicurezza alimentare per valorizzare le tradizioni”

Di seguito l’intervento del presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti al convegno su “Alimentazione e salute” che si è svolto sabato 17 febbraio, alla Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Ci tengo innanzitutto a ringraziare la Fondazione di Piacenza e Vigevano, il suo presidente Massimo Toscani per questo convegno e per questo progetto.

E grazie naturalmente al dottor Fabio Fornari e al preside Marco Trevisan per i loro interventi, che danno un prezioso supporto scientifico al valore dei prodotti piacentini.

L’agricoltura crede molto al legame tra alimentazione e salute. Piacenza in particolare vanta un’agricoltura fortemente all’avanguardia. E l’innovazione è importante anche per valorizzare le nostre tradizioni.

Riusciamo a portare avanti le nostre tradizioni grazie all’innovazione perché abbiamo aumentato i livelli di sicurezza alimentare. La conferma arriva anche dai numeri, come quelli dell’ultimo PSR: Coldiretti Piacenza ha presentato 275 domande per il biologico.

La nostra associazione si è sempre impegnata molto anche nella battaglia per la trasparenza. Proprio in questi giorni ha avvio in tutta Italia una raccolta firme per dire basta al cibo falso (#stopcibofalso).

Le imitazioni dei prodotti alimentari italiani generano un business da 60 miliardi di euro. Ogni giorno rischiano di finire nel nostro piatto alimenti di origine incerta che mettono a rischio la nostra salute.

Noi difendiamo il made in Italy anche perché siamo consapevoli della sua qualità. I nostri sono prodotti sicuri e controllati. In Italia vengono rispettati disciplinari rigidi, non comuni agli altri Paesi.

Per difendere le sue eccellenze e la qualità delle sue dop, Coldiretti dice no agli accordi internazionali di libero scambio stretti dall’Unione Europea, quali quello con il Canada, quello con il Giappone fino ai Paesi del Sudamerica (Mercosur) che autorizzano la produzione di brutte copie dei marchi storici del Made in Italy alimentare.

E’ inaccettabile che il settore agroalimentare sia trattato dall’Unione Europea come merce di scambio negli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale,  ambientale e della salute.

Nel Mercosur sulle 291 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Unione Europea è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su 30 di queste sono state già presentate opposizioni. Sempre nell’ottica di difendere le nostre produzioni, Coldiretti da anni chiede l’estensione dell’etichetta d’origine sugli alimenti con risultati importanti.

L’ultimo pochi giorni fa, quando è arrivato l’obbligo di indicare l’origine anche su pasta e riso. Un altro progetto in cui crediamo molto è quello di Educazione alla Campagna Amica che ogni anno nel Piacentino coinvolge migliaia di studenti degli istituti d’infanzia, delle elementari e delle medie di città e provincia. Quest’anno il tema dei nostri incontri ruota intorno al tempo e ai ritmi dell’agricoltura proprio come guida ad una corretta alimentazione e al rispetto dell’ambiente.

E’ importante che i nostri bambini conoscano i prodotti del territorio e i tempi di ciascuna produzione, è importante che ci sia la consapevolezza ad esempio del valore della frutta e della verdura di stagione.

Coldiretti Piacenza sensibilizza sull’importanza di una corretta alimentazione anche i suoi agriturismi della rete Terranostra e Campagna Amica: è stata presentata pochi giorni fa l’iniziativa che ci vede a fianco dell’Ausl per portare nelle nostre strutture “il piatto del cuore”.

Ogni agriturismo che ha aderito sta creando, supportato dai medici dell’azienda sanitaria, una ricetta adatta a chi soffre di scompenso cardiaco, una patologia che si manifesta quando il cuore non pompa più sangue come dovrebbe e che a Piacenza causa tre ricoveri al giorno.

Infine, una battuta sul grande evento che si terrà a fine ottobre a Piacenza Expo e sarà dedicato all’agroalimentare piacentino. Penso rappresenti un’opportunità, soprattutto se riusciremo a comunicare il nostro territorio e l’emozione che esso suscita insieme ai nostri prodotti.

Non bisogna dimenticare che il 97% delle Dop e Igp in Emilia Romagna sono prodotte nei piccoli comuni. Nel Piacentino ci sono ben 32 piccoli comuni, un territorio piccolo e bello che dobbiamo saper raccontare.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.