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Cyberbulli, meno denunce ma il fenomeno cresce. “Non fidatevi di nessuno” foto

A Piacenza le segnalazioni di cyberbullismo nel 2017 sono in calo, ma il fenomeno è in aumento.

Vincini polizia postale

A fare il punto su un tema sempre di grande attualità negli ultimi anni è Pietro Vincini, sovrintendente capo della polizia di Stato e responsabile della sezione locale della polizia Postale, questa mattina in cattedra per spiegare agli studenti piacentini i rischi del web.

L’incontro, in corso nella sala Consiglio della Provincia, è il primo di un percorso di formazione dedicato alla legalità, dal titolo Safer Internet Day, giornata mondiale della sicurezza informatica “Pericoli in Rete”, nell’ambito del progetto ConCittadini 2018, promosso dalla Regione e rivolto ai ragazzi delle scuole, per favorire la partecipazione attiva nella propria comunità.

Nell’appuntamento di oggi, a cui hanno preso parte tre classi degli istituti superiori Casali e Colombini, sono state illustrate le possibili conseguenze di un certo utilizzo delle nuove tecnologie.

“Nell’ultimo anno abbiamo ricevuto due segnalazioni per cyberbulismo da parte di minori di Piacenza, meno dell’anno precedente, ma non ci sono dati che indichino la reali diminuzione del fenomeno, anzi, per esperienza personale direi che è in aumento, il problema è che potrebbe essere risolto a livello personale o forse viene gestito in altro modo” spiega il responsabile della Postale.

I dati raccolti dall’associazione Pepita Onlus in un’indagine condotta nelle principali città italiane non sono confortanti: il 40% dei ragazzi almeno una volta ha ricevuto materiale pedopornografico, due adolescenti su cinque, nella fascia di età 14-18 anni hanno fatto sexting ( ovvero inviato testi o immagini sessualmente esplicite tramite internet) e uno su dieci ha postato sui social un selfie senza vestiti.

Il 27% sono state spedite o ricevute dal partner, il 9% conoscenti e il 27% da estranei.

I mezzi più utilizzati per veicolare questi contenuti sono le chat installabili sugli smartphone, sul podio del sistema di distribuzione.

“I comportamenti di una piccola città come Piacenza possono ancora differenziarsi da quelli delle grandi realtà urbane, ma questi numeri ci devono allarmare, così come il fatto che il 42% degli intervistati non ci veda nulla di male, il 16% abbia dichiarato di fidarsi della persona alla quale le ha inviate, mentre altri dicano di averlo fatto solo per scherzo” precisa il sovrintendente Vincini.

Se un’immagine inappropriata raggiunge la chat diventa infatti quasi impossibile bloccarne la diffusione, perché è difficile sapere chi ne è venuto in possesso. 

“In pratica avete consegnato loro un’arma che vi si può ritorcere contro in futuro, non si sa quando, come e dove.”

Un meccanismo che può colpire anche a distanza di molti anni: “Qualcuno potrebbe distribuire le foto che avete scattato a 17 anni quando ormai siete adulti, sposati e con figli, minacciandovi di renderle condivisibili a tutti i vostri contatti”.

Diverse le denunce ricevute dalla Postale da parte di vittime di estorsioni sessuali, che chiedevano denaro o favori sotto la minaccia di diffondere video o immagini hot in rete.

“La prima forma di tutela è non fidarsi mai dei mezzi né di nessuno” conclude Vincini.

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