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Davanti al Pordenone con Sgarbi: “Ha portato Michelangelo a Piacenza” fotogallery

Un visitatore d’eccezione domenica 4 febbraio ha percorso in anteprima la Salita al Pordenone nella Basilica di S. Maria di Campagna che potranno compiere fra poche settimane (tra 27 giorni per la precisione) anche tutti i piacentini.

La salita al Pordenone con Vittorio Sgarbi

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha osservato da vicino gli splendidi affreschi salendo in cima alla cupola della basilica.

“E’ sorprendente che ci siano dei nudi femminili in chiesa così provocanti e pagani, ce n’è più d’uno, senza nessun riferimento apparente a temi religiosi.

Ci sono queste figure così enfatiche e così potenti, la parte superiore è del Pordenone, e tutte, profeti e sibille, hanno la mano che si alza al cielo come elemento di caratterizzazione come per far capire che in alto c’è Dio.

E poi lo stile così perfettamente michelangiolesco, Pordenone è uno dei pochi pittori del Nord Italia che sono stati a Roma prima che Giulio Romano portasse Roma a Mantova. Ho portato così le immagini di Michelangelo in questa volta”.

E’ il commento del critico d’arte di fronte ai capolavori tardo rinascimentali della cupola.

Ad accompagnare Sgarbi il Presidente Esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani e il presidente di Piacenza Expo Giuseppe Cavalli.

Come di consueto il professor Sgarbi era provvisto di torcia con la quale ha ispezionato molte opere in tutta la basilica, partendo dalle navate fino all’altare maggiore.

La salita – I frati hanno acceso l’illuminazione della chiesa e della volta e i visitatori hanno compiuto il percorso della salita al Pordenone, il cui allestimento ha richiesto un notevole sforzo per la messa in sicurezza e per rendere il più agevole possibile il passaggio (ci sono cunicoli da percorrere, gradini di diverse dimensioni e passaggi stretti e talvolta bassi).

Sgarbi ha percorso questa salita, si è soffermato nei diversi punti in cui ci sono degli spazi più grandi, ha osservato le incisioni risalenti sicuramente ai passaggi avvenuti nei decenni scorsi da parte di operai o da chiunque abbia potuto ammirare e giungere alla cupola.

Dalla sommità della cupola è possibile ammirare la chiesa dall’alto e anche uno splendido panorama di Piacenza attraverso le ampie vetrate appena rinnovate.

Volgendo lo sguardo alla cupola si possono ammirare in tutta la loro bellezza gli affreschi del Pordenone e ci si sente sicuramente accolti dalle figure dipinte così ravvicinate.

Come fatto notare dallo stesso Sgarbi le braccia alzate spingono l’osservatore a guardare ancora più in alto con l’occhio rivolto al cielo.

Vittorio Sgarbi è rimasto piacevolmente colpito da come la Banca di Piacenza abbia permesso l’accesso così vicino alle opere del Pordenone: “I piacentini rimarranno piacevolmente sorpresi da questa ulteriore possibilità di mettersi in contatto con l’arte”.

Non è mancata l’ironia da parte del critico quando si è accorto che una lunga ragnatela pendeva da un cornicione della cupola, prima ha dato disposizione che venisse tolta il prima possibile, ma subito dopo prendendo in mano un lungo bastone di legno è stato lui stesso con massima cautela a levarla.

La manifestazione

La salita sulla cupola sarà possibile grazie alla Banca di Piacenza che promuove l’iniziativa culturale già patrocinata dal Ministero Beni culturali.

La Banca realizzerà l’evento in questione in collaborazione con il Comune di Piacenza (proprietario dell’immobile) e con la Comunità francescana (comodataria dello stesso).

La manifestazione si estenderà – oltre che alla città di Pordenone e provincia – ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano.

La Banca ringrazia i Comuni, le Curie le Parrocchie proprietarie “che collaborano con grande passione ad un evento che nella sua completezza e nel suo apporto scientifico non ha precedenti”.

Lo stesso sarà infatti collegato anche ad una grande mostra sul Genovesino (finora dimenticato dalla nostra comunità, ma che proprio a Piacenza – invece – iniziò il suo formidabile percorso artistico) e ad un’altra mostra intitolata “I nuovi Ghittoni”, con opere dell’apprezzato artista piacentino non già esposte alla mostra curata da Vittorio Sgarbi.

“L’intera manifestazione – specifica la Banca di Piacenza – non godrà di finanziamenti né pubblici né comunitari. Non graverà, dunque, sui contribuenti, né distoglierà fondi da altre destinazioni, ma sarà essa stessa una manifestazione di solidarietà, così come la Banca di Piacenza è da sempre un esempio di solidarietà non esibita, ma vera (non, caritatevole)”.

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