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Fieragricola a Verona, Coldiretti Piacenza fa il punto sugli Accordi di filiera

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Anche il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi e il responsabile di Creditagri di Piacenza Fabrizio Masini hanno preso parte alla Fieragricola di Verona e in particolare all’evento principale dell’edizione 2018 della manifestazione, ovvero il convegno sugli Accordi di filiera organizzato da Coldiretti al Palaexpo.

Tra i relatori, assieme al presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo e al segretario generale Vincenzo Gesmundo, sono intervenuti Luigi Cremonini (presidente Gruppo Cremonini), Francesco Casillo (presidente Casillo group), Pompeo Farchioni (presidente Farchioni Olii SpA), Margherita Montanari (direttore commerciale Montanari e Gruzza SpA).

E’ stata l’occasione per parlare di “Filiera Italia”, che Moncalvo ha definito “un’associazione senza eguali al mondo, in quanto è l’unica con una rappresentanza equivalente tra industria e agricoltura”.

Si è poi fatto il punto sugli accordi internazionali, Ceta e Mercosur. Coldiretti per prima ha denunciato i pericoli del Ceta e ora anche diversi soggetti che ne avevano difeso la legittimità si stanno ricredendo.

“Il nostro no – spiega il direttore di Coldiretti Piacenza – non deriva da una chiusura nei confronti del mercato libero, ma chiediamo che vengano siglati accordi commerciali giusti con le stesse regole per i Paesi coinvolti”.

Dopo il Ceta con il Canada, l’ultima trattativa che minaccia l’agricoltura italiana e regionale è quella in corso con il Mercosur, il mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

“Il Grana Padano – prosegue Cremonesi – sarà tra i prodotti piacentini più penalizzati dagli accordi di libero scambio con cui l’Unione Europea legalizza le imitazioni delle più note specialità del Made in Italy a tavola. Questa trattativa assicura infatti il benestare dell’Unione Europea alle imitazioni in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra le più fiorenti del mondo, con prodotti che si chiamano “Parmesano”, “Parmesao”, “Regianito”, “Mortadela” e “Provoleta”.

Fortemente minacciata dal negoziato risulta anche la sicurezza alimentare: “A meno di un anno dal più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile, l’Unione Europea – afferma il direttore – sarebbe disposta a offrire un accesso al mercato comunitario di 99mila tonnellate a dazio zero di carni bovine provenienti dai Paesi sudamericani”.

La delegazione piacentina a Verona ha infine visitato lo stand Coldiretti nel padiglione 9 (stand A16-B16) dove questa mattina sono state mostrate in anteprima le prime confezioni di pasta ma anche di riso con l’indicazione della provenienza, a due settimane dall’entrata in vigore del decreto che metterà in trasparenza quello che i cittadini portano in tavola.

Una scelta applaudita dal 96% dei consumatori che chiede venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti – continua la Coldiretti – e confermata in Italia anche dal Tar del Lazio che ha sottolineato come sia “prevalente l’interesse pubblico ad informare i consumatori considerato anche l’esito delle consultazioni pubbliche circa l’importanza attribuita dai consumatori italiani alla conoscenza del paese di origine e/o del luogo di provenienza dell’alimento e dell’ingrediente primario”.

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