Polemica Jazz Fest, Polledri: “I giudizi sembrano basarsi solo sul portafoglio”

Continua il botta e risposta tra Gianni Azzali, presidente del Piacenza Jazz Club e l’assessore alla cultura Massimo Polledri: al centro del dibattito, in particolare, i mancati contributi al Piacenza Jazz Fest e la concessione dell’immobile di via Musso.

L’assessore alla cultura del comune di Piacenza replica alla nota in cui il consiglio direttivo (in fondo all’articolo) precisava che era arrivato il momento di lasciar parlare i fatti e i tanti anni di attività, precisando il Piacenza Jazz Fest, a differenza di molte altre realtà del territorio locale, conta numerosi sponsor istituzionali e privati. 

La nota stampa dell’assessore Polledri: “I giudizi del signor Azzali sembrano basarsi unicamente sull’apertura o meno del portafoglio”

 “Per l’ultima volta rispondo all’ennesima presa di posizione di Gianni Azzali, che accusa l’Amministrazione comunale di aver cancellato gli eventi del Jazz Fest 2018 dal proprio sito istituzionale, è doveroso chiarire che non c’è stata alcuna volontà di boicottaggio o velenosa ripicca nei confronti del Piacenza Jazz Club, tantomeno a causa del medievale oscurantismo di cui mi taccia”.

Sono le parole dell’assessore alla Cultura Massimo Polledri, che precisa: “C’è un aspetto paradossale nella polemica del signor Azzali. Prima dichiara lui stesso di non aver presentato neppure la domanda di patrocinio per la sua kermesse, poi si lamenta perché i concerti non compaiono nel calendario degli eventi che il Comune evidenzia sulle proprie pagine web. Come è noto, e come qualsiasi associazione che vanta una pluriennale attività dovrebbe sapere, sul sito Internet comunale vengono pubblicati solo gli eventi organizzati direttamente dall’ente, oltre a quelli di soggetti esterni purché abbiano ricevuto il patrocinio o la collaborazione”.

“Spiace constatare – prosegue l’assessore – che i giudizi del signor Azzali sulle strategie e sul percorso di una città che, di certo non grazie al suo impegno, è stata tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura, sembrino basarsi unicamente sull’apertura o meno del portafoglio. A maggior ragione se pensiamo che il Piacenza Jazz Fest, a differenza di molte altre realtà del territorio che non possono vantare altrettante forme di sostegno finanziario, conta numerosi sponsor istituzionali e privati. Poche cifre sono sufficienti per comprendere come la manifestazione non abbia bisogno della stampella comunale per reggersi in piedi”.

“Il bilancio 2016 della Fondazione di Piacenza e Vigevano – rimarca Polledri – riporta la deliberazione di 130 mila euro a favore del Piacenza Jazz Club per il Jazz Fest; erano 120 mila nel 2015 e 117 mila euro nel 2014. La Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha stanziato 34 mila euro nel 2017 e altrettanti nel 2016, come deliberato nel Piano triennale 2016-2018 a supporto di progetti artistici e iniziative di spettacolo. Cito questi documenti, pubblici e consultabili da chiunque, perché sia chiaro che l’Amministrazione comunale non ha assestato alcun colpo letale al Piacenza Jazz Fest, che può fare comunque affidamento su consistenti e preziosi contributi di cui, peraltro, ho citato solo due esempi, anche se l’elenco dei sostenitori, sul sito della manifestazione, è ben più lungo”.

“Possono, le politiche culturali di un ente, essere valutate solo con il metro degli esborsi economici? La risposta, negativa, dovrebbe essere ovvia. O forse no – conclude l’assessore – almeno stando al tenore degli interventi di Gianni Azzali nei confronti dell’Amministrazione comunale. Un bel tacer non fu mai scritto, soprattutto per rispetto alle tante associazioni del territorio che non solo, al pari del Jazz Club, non hanno ricevuto finanziamenti pubblici, ma non possono certo contare sui vantaggi di cui gode l’organizzatore del Jazz Fest per la sua manifestazione e per l’ordinaria attività presso il circolo Milestone. Considero definitivamente chiarita e per me chiusa la questione”.

La precedente nota del Piacenza Jazz Club Leggiamo con stupore e rammarico le dichiarazioni dell’Assessore alla cultura di Piacenza Polledri in risposta alle critiche sollevate nei giorni scorsi in merito alla scelta della nuova amministrazione di non appoggiare non solo la nostra ma tutte le associazioni che fanno cultura nel territorio piacentino, lasciando emergere inoltre accuse infondate nei confronti dell’Associazione culturale Piacenza Jazz Club.

Ci sentiamo di intervenire dal momento che sono diverse le inesattezze contenute nelle dichiarazioni di Polledri che ci riguardano. Gli spazi che sono stati dati in concessione all’Associazione culturale Piacenza Jazz Club dalle precedenti amministrazioni, siti nella ex sede ARBOS ristrutturata ad hoc proprio perché diventasse la “Casa delle Associazioni”, dove trovano spazio anche altre realtà come l’AUSER del volontariato piacentino, sono il fulcro di tutte le numerosissime attività dell’associazione. Siamo grati della fiducia che ci è stata concessa fin dal 2006 perché evidentemente siamo stati considerati sempre una risorsa importante per il territorio e siamo sicuri di aver onorato questo patto di fiducia.

Una di queste belle realtà è il Milestone, un circolo ANSPI che fa musica dal vivo di ottima qualità e attività culturali a tutto tondo con una programmazione lunga 10 mesi all’anno con più di 350 concerti finora e conta circa 1.000 soci che lo vivono lungo tutto l’arco dell’anno. Per poter accedere alla programmazione il Piacenza Jazz Club null’altro chiede se non la quota annuale per il tesseramento, di soli 20 euro all’anno che diventano 6 per gli under 30, un modo per incentivare e avvicinare alla musica e alla cultura anche le giovani generazioni. Si precisa in questa sede inoltre che presso il circolo non viene fatto alcun servizio di ristorazione, ma solo servizio bar rivolto ai Soci durante il concerto settimanale. Inoltre presso la sede del Piacenza Jazz Club si svolgono per dieci mesi all’anno i corsi di strumento e di teoria musicale della Milestone School of Music, scuola anch’essa attiva da undici anni, tra le scuole accreditate dalla Regione Emilia-Romagna da quattro anni a questa parte.

Anche il Piacenza Jazz Fest, fiore all’occhiello di questo articolato sistema, quest’anno alla sua XV edizione, con la sua propaggine estiva che è Summertime in Jazz, anche grazie alla grande attenzione al sociale con concerti non solo nei teatri e nelle piazze ma anche nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, con le conferenze, le presentazioni di libri e film, i convegni e le masterclass, oltre a tutti i patrocini di vari enti e istituzioni, si fregia con particolare soddisfazione di quello del MIBACT da sei anni consecutivamente. Senza dimenticare la medaglia per meriti ricevuta nel 2012 dal Presidente della Repubblica

Ricordiamo volentieri, e ne approfittiamo per un caloroso ringraziamento pubblico, che tutta l’attività si regge soprattutto sulla figura dei volontari che numerosi si alternano e garantiscono l’accoglienza, la pulizia e il funzionamento dell’intera struttura. Struttura per cui l’Associazione paga un regolare contratto d’affitto, partito nel 2007 da 9.000 euro l’anno e che oggi ammonta a € 9.800 (+ 20.000 euro di deposito cauzionale). Tale immobile è e rimane di proprietà del Comune, anche se i soci ci tengono in maniera particolare a tenerlo in perfette condizioni.

Riguardo al riferimento alla polemica col Comune all’inaugurazione del Jazz Fest (a cui l’Amministrazione è stata invitata, ma non ha partecipato), sempre in risposta a quanto scritto dall’assessore Polledri, si vuole precisare che l’intenzione del direttore artistico Gianni Azzali era quella di chiarire che non è stato il Comune a non concedere il patrocinio ma è stata l’associazione che, a fronte di alcuni incontri risoltisi con un nulla di fatto, preso atto del disinteresse dell’Amministrazione per tutte le attività di una storia di cultura lunga quindici anni, ha deciso di non richiedere il patrocinio, in quanto sarebbe stato di fatto paradossale.

Come direttivo del Jazz Club chiediamo con forza che vengano coinvolte ancora le associazioni che di questo territorio sono l’anima e uno dei motori principali, anche a livello culturale. Chiediamo che venga fatta un’attività conoscitiva di realtà di cui non viene colta fino in fondo la portata e l’importanza che rappresentano, portando alti i valori espressi dal territorio anche a livello nazionale.

Per quanto riguarda il Piacenza Jazz Club possiamo dire di essere orgogliosi del fatto che ieri, 21 febbraio 2018, a Roma, alla presenza del Ministro Franceschini, il nostro vicepresidente Angelo Bardini, rappresentante della neonata associazione Italian Jazz Club (in cui Pc Jazz Club è nel direttivo), con Paolo Fresu e le associazioni MIDJ (Musicisti Italiani di Jazz) e I-Jazz (associazione che riunisce i festival jazz italiani), ha firmato un protocollo d’intesa per la formazione di una Federazione del Jazz Italiano. Tale Federazione si pone l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della cultura jazzistica nella nostra penisola. Cultura di grandi valori che il Piacenza Jazz Club fin dalla sua fondazione intende promuovere sul territorio piacentino.

Adesso il nostro desiderio è quello di lasciar parlare la musica e l’arte che si diffonderà come di consuetudine per la città e la provincia per i prossimi 40 giorni, accolti, ci auguriamo, con il solito calore e simpatia da tutti gli amanti della musica.

Commenti

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  1. Scritto da A.B.

    Il Jazz Fest, come pure Summertime Jazz sono rassegne di alto profilo, e questo perché, oltre alla competenza di Azzali e soci, il Piacenza Jazz Club è riuscito ad inserirsi in circuiti nazionali autorevoli, cosa che consente di portare da noi grandi jazzisti in tournèe in Italia. Nonostante le economie di scala che queste relazioni consentono, organizzare grandi concerti costa tanto. Spero che questa polemica non produca il risultato di privare, la nostra città e la sua gente, di una vera eccellenza.