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“Mai più fascismi”, sabato corteo a Piacenza

“Mai più fascismi”, anche Piacenza aderisce all’appello lanciato a livello nazionale lanciato da sindacati, associazioni e movimenti democratici. “Una volta per tutte, si applichino pienamente la XII Disposizione della Costituzione, la Legge Scelba e la Legge Mancino. Si vieti ai neofascisti di presentarsi alle elezioni e vengano sciolte le loro organizzazioni”, sostengono i promotori dell’appello. “Chiediamo a cittadine e cittadini responsabilità e fedeltà alle radici e alle ragioni della convivenza civile. Il fascismo è un crimine e non deve ripetersi più”.

La mobilitazione vedrà come momento clou la manifestazione di sabato 10 febbraio 2018. Il corteo partirà alle 10 e 30 dal Liceo Scientifico e farà tappa davanti al Dolmen, il monumento dei caduti per la Resistenza, per poi raggiungere il palazzo della Prefettura, passando per corso Garibaldi. Una delegazione sarà ricevuta dal prefetto, mentre in piazzetta Tempio è previsto un momento musicale.

Le motivazioni della mobilitazione sono state presentate in conferenza stampa da Stefano Pronti (Anpi), Mario Spezia (Anpc), Alessandro Fornasari (Arci), Gianluca Zilocchi (Cgil), Ivan Bersani (Cisl), Francesco Bighi (Uil), Antonella Liotti (Libera), Daniele Bosoni (Liberi e Uguali), Annalia Reggiani (Pd). Tra le adesioni già arrivate anche quelle di Potere al Popolo, Giovani Studenti, Auser, Acli e associazioni provenienti da fuori provincia: circolo Arci RitmoLento, Link Bologna, Link Ferrara, Link Modena e Unione degli Studenti Emilia Romagna.

“La nostra mobilitazione non nasce solo dal ritorno, a Piacenza, di Casapound. In tutta Italia e non solo assistiamo al propagarsi di questa “ondata nera”. Ci riferiamo agli episodi di Como, al sindacalista aggredito a Forlì da militanti di Forza Nuova, a quanto è accaduto a Macerata – spiegano gli organizzatori -. Con la nostra mobilitazione ci rivolgiamo principalmente alle giovani generazioni,  sottoposti a un martellamento in rete. A loro va trasmesso un sapere civile che non passa tra i banchi.

Alla manifestazione di sabato mattina parteciperà anche una delegazione del collettivo ControTendenza, che ha indetto per il pomeriggio della stessa giornata un corteo contro l’apertura, a Piacenza, di una sede di Casapound.

Comunicato stampa – “Diritti in cammino” – Scendiamo in campo tutti assieme, oltre le nostre differenze, per difendere Piacenza dall’odio e dai nuovi fascismi, per accompagnare l’idea che esistono “Diritti in cammino” mai scontati, che vanno difesi e protetti

Nonostante le differenze tra le nostre associazioni, oggi scriviamo insieme per iniziare un percorso comune di condivisione di valori. Ci uniscono l’antifascismo, la lotta contro l’omobitransfobia, contro la paura del diverso, contro le discriminazioni e lo sfruttamento sul posto di lavoro. Ci unisce l’idea che il clima culturale in Italia e anche a Piacenza si stia facendo sempre più oscurantista ed estremista.

Una società civile, che cresce in una democrazia sana, condivide il principio che i diritti vadano difesi e che la solidarietà tra esseri umani sia elevata a valore assoluto. Quando queste basi vengono messe in discussione, la democrazia si ammala e il grado di civiltà sociale arretra. Compito di tutti coloro che credono alla convivenza libera da discriminazioni e violenze è quello di farsi massa critica al presentarsi di ogni campanello d’allarme prima che, nel disinteresse generale, sia troppo tardi.

CasaPound a Piacenza non rappresenta solo una nuova formazione politica che intende radicarsi nel territorio, ma il portato di ideologie estreme, ovunque accompagnate da parole di fuoco, intimidazioni e azioni violente. Una forza identitaria, intollerante ed escludente che temiamo possa trovare terreno fertile in una città la cui amministrazione, in tema di diritti umani, ha già dato significativi e preoccupanti segnali (si veda l’uscita dalla “Rete Ready” contro le discriminazioni di genere, l’abbandono del “Tavolo per la Pace”, la linea radicale dell’assessore alla cultura in tema di famiglie o omo-transfobia, l’apertura pubblica dell’assessore alla sicurezza ad attivisti xenofobi). I fatti di Macerata ci servano da monito per riflessioni sempre più profonde e responsabili perché sia ormai chiaro che nelle spirali di violenza non esistono soluzioni. Contro l’odio noi scendiamo in campo uniti, convinti che dobbiamo rilanciare l’idea che ci siano dei “Diritti in cammino” che devono essere accompagnati, protetti e difesi, sempre!

Questo è l’appello unitario di associazioni e cittadini che credono ai valori della Costituzione e ripudiano le idee di chi, nel nome di un nazionalismo distorto e anti-storico, semina odio e paura. La speranza è che molti piacentini lo condividano e lo facciano loro.

Aderiscono:
L’Atomo Arcigay Piacenza, Famiglie Arcobaleno, AGEDO Milano, Il Nido del Colibrì, CISL Piacenza, UIL Piacenza, CGIL Piacenza, Partito Democratico, Potere al Popolo (Rifondazione Comunista), Liberi e Uguali (Movimento Democratici Progressisti, Sinistra Italiana, Possibile), Associazione Fiorenzuola Oltre I Confini, ANPI sezione Medina Barbattini.

LA NOTA DI “NON UNA DI MENO”L’aggressione terroristica compiuta ai danni di donne ed uomini di origine africana a Macerata e le spaventose testimonianze di sostegno al terrorista raccolte dai social in questi giorni, ci fanno orrore e ci preoccupano profondamente perchè sono il segno di un senso sociale e di comunità ormai in avanzata fase di decomposizione nel nostro paese. L’altro/a, chiunque sia, non è più visto come essere umano ma come cosa da isolare, distruggere, allontanare. punire.

La morte tragica di una giovane donna, di cui siamo convinte ben pochi sarebbero stati disposti ad aver pietà in quanto tossica e ‘diversa’ se non ci fossero stati di mezzo degli stranieri nei fatti orribili legati alla sua morte, diventa copertura e bandiera utilizzata per motivare e giustificare mostruosi atti di violenza. Intorno a questi fatti cresce un clima dove parole d’ordine ed arroganza dei gruppi neofascisti alzano la testa e la voce, sentendo ormai sdoganato il loro messaggio in ampi strati della società italiana. Un clima dove una formazione neofascista come Casa Pound, che dovrebbe essere considerata fuori legge in base alla normativa Mancino, gode di ampia visibilità sui media e si permette di aprire una sede in una città Medaglia d’Oro della Resistenza partigiana come Piacenza.

Ci uniamo a tutte quelle e quelli che sabato prossimo 10 febbraio protesteranno contro questo fatto inaudito per dire forte e chiaro che a Piacenza i fascismi vecchi e nuovi, figli sempre del patriarcato più violento e nemico delle donne, non li vogliamo e li contrasteremo sempre. 

Come assemblea cittadina di Non Una di Meno aderiremo con convinzione e saremo presenti sia al presidio indetto dall’A.N.P.I. nella mattinata di sabato sia alla manifestazione cittadina prevista per il pomeriggio dello stesso giorno; esprimiamo però anche la nostra amarezza nel constatare come, ancora una volta, l’unità delle forze e sensibilità antifasciste a Piacenza come a livello nazionale abbia perso una preziosa occasione perdendosi in divisioni e distinguo che di fatto agevolano chi quei nuovi fascismi sta cercando di normalizzare e imporre sulla scena sociale. Ci auguriamo che tutte le persone ed i soggetti antifascisti a Piacenza ed in Italia sappiano fare nei prossimi giorni lo sforzo necessario per manifestare e lavorare uniti contro il fascismo, cosa che fino ad ora non siamo collettivamente stati capaci di fare.

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