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Openpolis, ecco la produttività dei nostri parlamentari

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Pubblicato dal sito OpenPolis il periodico report dell’indice di produttività parlamentare che valuta l’azione di deputati e senatori per rilevarne l’efficacia (i dati fanno riferimento alla XVII Legislatura, con ultimo aggiornamento al 1 febbraio).

Il MiniDossier contiene analisi sulle dinamiche di funzionamento delle Camere e classifiche su parlamentari e gruppi. Fra di loro anche gli esponenti piacentini eletti alla Camera e al Senato: Paola De Micheli (che dopo aver  ricoperto il ruolo di Sottosegretario all’Economia al Governo, dallo scorso settembre è Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Commissario per la ricostruzione del terremoto in Centro Italia e quindi ha ridotto la sua presenza a Montecitorio), Marco Bergonzi (entrato alla Camera nel novembre 2014) e il senatore Maurizio Migliavacca.

De Micheli, con un indice di produttività di 152,69 è al 387esimo posto nella classifica nazionale alla Camera (29esima fra i deputati emiliani); più indietro Bergonzi, con un indice del 66,64 che lo colloca al 587esimo posto nazionale e 44esimo (ultimo) fra i colleghi dell’Emilia Romagna. In Senato Migliavacca è al 220esimo posto (indice di produttività pari a 121,14), 18esimo nella classifica regionale.

LA CLASSIFICA DEI PARLAMENTARI EMILIANI

L’indice di produttività nel report è stato calcolato attribuendo a ciascun parlamentare un valore numerico per ogni atto presentato in parlamento o di cui è stato relatore; per ciascun atto si è preso in considerazione la tipologia, il consenso ricevuto, l’iter e la partecipazione del parlamentare ai lavori.

“A Montecitorio – rileva Openpolis – i 4 gruppi più produttivi sono tutti di opposizione: Lega nord (477,88 punti di media), Si-Sel-Pos (270,15), Movimento 5 stelle (267,52) e Fratelli d’Italia (265,81). Un risultato dovuto, oltre al lavoro svolto dai gruppi in questione, a una caratteristica dell’indice di produttività: ai gruppi di opposizione, a parità di risultato ottenuto, viene dato un punteggio maggiore (il doppio) rispetto ai membri della maggioranza. Anche al senato la capacità dei gruppi medio piccoli di ottenere un punteggio più alto è tangibile. Escludendo il Partito democratico, i primi 7 gruppi in classifica hanno una media di 14 membri”.

In totale a Montecitorio sono 8 i parlamentari che hanno superato i 1.000 punti: Ferrante (Pd) – 1.752,49, Pini (Ln) – 1.213,38,  Causi (Pd) – 1.157,61, Fedriga (Ln) – 1.082,24, Realacci (Pd) – 1.058,88, Palese (Fi) – 1.054,24, Ermini (Pd) – 1.049,23, Fiano (Pd) – 1.007,54.

Anche in Senato sono 8 i parlamentari che hanno superato 1.000 punti in 5 anni di legislatura: Pagliari (Pd) – 1.858,44, Santini (Pd) – 1.362,58, Casson (Art.1-Mdp) – 1.160,17, Cucca (Pd) – 1.134,66, Compagna (Fl) – 1.118, Lai (Pd) – 1.086,13, Zanoni (Pd) – 1.023,77, Marino (Pd) – 1.017,42.

“L’indice – viene evidenziato – è uno strumento che ha il vantaggio della sintesi ma non deve essere considerato una misurazione esatta. Serve per analizzare e valutare la complessa realtà parlamentare e non certo per formulare giudizi. Non prende in considerazione aspetti molto importanti a cui un politico dedica tempo ed energie, come la relazione con il territorio, il confronto con gli attori sociali o la vita di partito. Si focalizza, in sintesi, sulle attività istituzionali tracciabili e monitorabili, in maniera completa e uniforme, e disponibili sui canali ufficiali di camera e senato.Evidenziamo e anzi denunciamo che le nostre valutazioni non possano che essere incomplete a causa dell’opacità che avvolge istituzioni e partiti. Negli ultimi anni sono stati fatti alcuni passi avanti a favore della trasparenza, anche grazie alle nostre richieste, ma la strada è ancora lunga”.

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