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Parma la capitale italiana della cultura. Pizzarotti: “Lavoriamo insieme” fotogallery

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E’ Parma la capitale italiana della cultura 2020. Lo ha annunciato il Ministro Dario Franceschini nel corso della cerimonia di assegnazione il 16 febbraio nella sede del Ministero, insieme al presidente della giuria di selezione Stefano Baia Curioni. 

capitale cultura

Nel video la cerimonia integrale con tutti i sindaci delle città finaliste.

“Parma è un esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale – ha detto il ministro Franceschini, nel leggere le motivazioni della giuria -. Tra i suoi punti di forza rientrano la capacità di attivare e coordinare un sistema complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa: il progetto enfatizza il coinvolgimento dei privati, delle imprese, una stretta relazione con il mondo dell’università con il mondo della cultura e del welfare, la presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana e produzioni culturali”.

Il ministro Franceschini, prima di proclamare la vincitrice, ha chiamato vicino a se’ tutti i sindaci delle 10 città entrate nella short list. Tra questi anche anche il sindaco Patrizia Barbieri, a Roma insieme all’assessore alla cultura Massimo Polledri e alla dirigente Antonella Gigli.

Il primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti, si è detto molto emozionato. “Sono più emozionato oggi del giorno delle elezioni – ha detto -. Sono felice di aver vinto e altrettanto felice che in finale ci fossero 3 città dell’Emilia Romagna. Nei giorni scorsi abbiamo fatto un comunicato congiunto, questo è il cambio di passo della politica. Un territorio si esprime per le sue eccellenze. Noi già abbiamo una destinazione turistica insieme e vogliamo lavorare insieme”.

Dal premio la città di Parma riceverà un milione di euro e quest’anno – a seguito di un protocollo firmato con l’Enel – si aggiunge un progetto specifico che mette a disposizione una rete elettrica per la mobilità sostenibile.

“ABBIAMO PERSO AI RIGORI, ORA SINERGIE CON PARMA” – E’ il commento a caldo dell’assessore alla cultura di Piacenza, Massimo Polledri.

“Abbiamo perso ai rigori con Parma, una città che ha avuto più tempo per partecipare (e che aveva già alle spalle un primo tentativo nel 2016, ndr) e un ampio coinvolgimento del privato, come ha sottolineato il ministro Franceschini – continua Polledri -. Parma ha un tessuto imprenditoriale che ha una tradizione consolidata di mecenatismo, e che ha capito come la partecipazione al mondo della cultura sia un volano di crescita”.

“Non è stata stilata una graduatoria tra le 10 finaliste, ma i commissari chi hanno detto che la scelta, tra noi partecipanti, è stata difficile – continua l’assessore -. Il lato positivo è che con questa partecipazione la cultura è uscita dai circoli barbosi, e si è mostrata come carne e sangue dei territori, e con una voglia comune di fare e investire”.

“Prima ancora della proclamazione, mi sono incontrato con il collega di Parma, l’assessore alla cultura Michele Guerra. C’è la volontà di collaborare insieme, frutto dell’azione diplomatica del Comune di Piacenza”.

Bonaccini: il gioco di squadra con Piacenza e Reggio Emilia la carta vincente – Un altro grande riconoscimento per l’Emilia Romagna, per chi ci vive e per chi sceglie di visitare e conoscere questa terra. Parma è stata designata Capitale italiana della cultura 2020 e la Regione Emilia Romagna, con il presidente della Giunta e l’assessore regionale alla Cultura, esprime grande soddisfazione e orgoglio per l’assegnazione da parte del Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, che premia la qualità progettuale della città. La scelta è avvenuta fra una rosa di dieci candidature che comprendeva anche Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.

Il fatto che tre città dell’Emilia Romagna siano arrivate alle finali – sottolinea la Regione- è la dimostrazione della vivacità e della crescita culturale del territorio, che si conferma un vasto campo di “energie diffuse”. Energie diffuse: il punto di forza nonché il titolo della campagna di comunicazione avviata per l’Anno del patrimonio culturale europeo, e che vedrà il suo culmine nella settimana della cultura in Emilia-Romagna, dal 7 al 14 ottobre 2018.

La Regione sarà a fianco della città di Parma nell’organizzare e sostenere il cartellone 2020. L’obiettivo è infatti quello di lavorare insieme fin da subito per la piena riuscita di quella che si prospetta anche come una grande occasione di ulteriore valorizzazione e promozione delle bellezze, del patrimonio culturale e artistico e delle eccellenze del capoluogo ducale e dell’Emilia-Romagna.

Nel fare questo la Regione valorizzerà anche idee e proposte di Reggio Emilia e Piacenza, puntando sulle iniziative di qualità di un’area vasta, in un’ottica di squadra, caratteristica della politica culturale dell’amministrazione regionale.

L’annuncio della designazione di Parma è stato dato questa mattina al termine dei lavori della giuria di selezione dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, in una cerimonia pubblica nella sede del ministero a Roma.

La reazione polemica di Corrado Sforza Fogliani in un tweet

COLDIRETTI: “OPPORTUNITA’ PER PIACENZA” – “La proclamazione di Parma a Capitale italiana della cultura per il 2020 rappresenta comunque una grande opportunità per Piacenza”. Lo afferma il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti che insiste non solo sulla vicinanza, ma anche sulla forte affinità territoriale delle due province del Ducato, che condividono un patrimonio storico, culturale e paesaggistico.

“Nelle scorse settimane, le tre finaliste emiliane Piacenza, Parma e Reggio Emilia – ricorda Crotti – si sono impegnate a una collaborazione stretta per favorire ricadute turistiche sull’Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l’attrattività dall’Italia e dall’estero, incrementando il numero di visitatori”.

“L’auspicio è che – alla luce di questa proclamazione – l’intesa sia ancor più valorizzata e quindi che Piacenza possa fare squadra per dare visibilità al territorio e ai suoi prodotti tipici. Noi abbiamo davvero un grande bisogno di comunicare la bellezza della nostra città e delle vallate che la circondano. Riteniamo che arte, cultura, tipicità enogastronomiche vadano valorizzate sinergicamente ed è evidente che possa andare in questa direzione una reciproca collaborazione con Parma. L’inserimento di Piacenza tra le dieci finaliste – conclude Crotti – è stato un traguardo importante, rimane il rammarico per la mancata conquista del riconoscimento, ma l’impegno non si deve esaurire con la giornata di oggi, perché la vittoria di una città così vicina alla nostra rappresenta uno stimolo importante a condividere la promozione del territorio emiliano”.

CANDIDATI PD “ORA GIOCO DI SQUADRA CON PARMA E REGGIO”  – “Piacenza non rinunci alla sfida di fare della cultura il motore della sua crescita futura: ha tutte le carte in regola per mettere in campo un grande gioco di squadra con Parma, scelta come Città della cultura per il 2020, e con Reggio Emilia, siglando un Protocollo d’intesa con obiettivi comuni e una strategia condivisa: i nostri sono territori che vantano una storia comune importante e un patrimonio storico, artistico e naturalistico comune. Ora, insieme, dobbiamo guardare a costruire il futuro in una grande azione di marketing territoriale in cui la nostra città può avere un ruolo di protagonista”. Così i candidati del Partito Democratico alle elezioni politiche, Patrizia Calza, Paola Gazzolo, Paola De Micheli e Marco Bergonzi.

“Purtroppo la scelta della Capitale non è ricaduta su Piacenza, ma rimane comunque un’occasione: sarà uno dei primi veri banchi di prova della Destinazione Emilia, il distretto del turismo individuato recentemente dalla Regione per promuovere l’intero territorio fino a Reggio. È chiaro che, in un mondo sempre più globalizzato, solo agendo insieme si possono conseguire risultati importanti”.

MURELLI (LN): “RIPARTIRE DA QUI PER VALORIZZARE IDENTITA’ TERRITORIO” – Si dice “dispiaciuta” dell’esclusione di Piacenza da capitale della Cultura, «un’occasione sfumata, ma da qui ripartirà il nostro impegno per valorizzare l’identità del territorio piacentino e il suo patrimonio di cultura, di agroalimentare e paesaggistico con le sue splendide vallate».

Elena Murelli, candidata della Lega alla Camera nel proporzionale per il collegio Piacenza-Parma-Reggio, promette di far emergere Piacenza «con il fondamentale supporto delle imprese, delle associazioni, delle persone di buona volontà e delle università, motori della cultura e dell’innovazione». «La prossima volta – aggiunge – con una diversa e più forte rappresentanza politica raggiungeremo altri risultati per il bene del territorio».

«Il lato positivo – continua – è comunque che Piacenza sia tra le prime dieci città. Un risultato inaspettato. Il merito va alla capacità progettuale del Centrodestra nella nuova Amministrazione che ha riportato Piacenza all’attenzione, dopo anni di governi di centrosinistra che hanno prodotto il nulla».

Secondo Murelli, «ora occorre investire sulla cultura come leva per la crescita economica». Murelli afferma che «il mio impegno in Parlamento sarà quello di far conoscere il brand Piacenza al di fuori di Piacenza, cioè portando la nostra città fuori dai confini e non cercando solo di portare visitatori e turisti qui. Quello sarà il passo successivo, ma prima ci si deve far conoscere». La candidata del Carroccio conclude: «Per fortuna, il nome di Piacenza ora è un po’ più conosciuto grazie a questa finale e non solo per i drammatici fatti di sabato scorso. Complimenti a Parma, ma noi lotteremo per fare meglio».

Piacenza era in lizza insieme alle altre nove citta (Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Reggio Emilia e Treviso) entrate nella “short list” dopo aver superato le altre 21 candidate al bando dello scorso maggio: la scorsa settimana la delegazione piacentina guidata dal sindaco Patrizia Barbieri aveva presentato davanti alla commissione ministeriale la candidatura della nostra città.

Tra i momenti più suggestivi dell’audizione la sorpresa riservata ai commissari, che, una volta bendati, hanno portuto toccare gli altorilievi in digitale della Madonna Sistina di Raffaello.

“Abbiamo proposto un progetto credibile, frutto del lavoro concreto che in questi mesi ha visto impegnarsi all’unisono tutte le istituzioni coinvolte – aveva commentato il primo cittadino -. E’ stata una presentazione corale in cui ciascun componente della delegazione ha avuto voce. Non c’era modo migliore di esprimere la coesione, la partecipazione attiva e il senso della comunità che ha caratterizzato questo percorso, culminato in questa due giorni romana di intenso confronto e coinvolgimento”.

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Commenti

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  1. Scritto da Malteser

    Se aveste dato ragione a Torre, Parma in questo momento sarebbe già stata provincia di Piacenza 🙂

  2. Scritto da mariorossi

    Un altro strepitoso successo dell’amministrazione Barbieri e dell’eccezionale assessore alla cultura. Applausi….