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Partecipazione a palazzo Galli per il convegno dedicato alla lingua piacentina foto

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La lingua dialettale tra passato e presente, e soprattutto il ruolo del dialetto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui la globalizzazione sembra voler spegnere le forme più autentiche del nostro dire.

Sono questi i temi affrontati nell’evento di mercoledì 21 febbraio dedicato alla lingua madre piacentina, che ha visto presenti a Palazzo Galli numerosi esperti per il convegno organizzato dall’assessorato comunale alle Identità e Tradizioni, in collaborazione con la Banca di Piacenza.

Sono tornate alla memoria figure prestigiose, come quella di monsignor Tammi, di don Bearesi, ma anche di personaggi che hanno segnato la vita dei secoli passati, come Egidio Carella e Valente Faustini.

Senza dimenticare il primo dizionario piacentino – italiano opera del Foresti nell’Ottocento. Ma è stato soprattutto il rapporto con il passato a tenere banco, in una giornata in cui le tradizioni hanno prevalso sulla tecnologia, mentre detti e proverbi delle generazioni più anziane sono tornati alla ribalta insieme ai lemmi e alla cultura dialettale.

Ad aprire il convegno, coordinato dal professor Andrea Bergonzi, i saluti introduttivi dell’assessore all’Identità e Tradizioni Luca Zandonella e del presidente del Comitato esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani, che ha sottolineato la costante attenzione dell’istituto di credito per queste tematiche, come testimoniano il monumentale lavoro di monsignor Tammi e il dizionario dedicato al dialetto, nonchè i numerosi studi e convegni dedicati dalla Banca di Piacenza alla tradizione e alla lingua locale.

E’ quindi intervenuta Marilena Massarini, portacolori dei brani musicali che hanno fatto la storia della canzone dialettale, da “T’al dig in Piasintein” a “Scussalein Russ”. Accanto a lei alcuni insegnanti e alunni della primaria Giordani, concordi nel sottolineare che le nostre tradizioni dialettali sono memoria, storia, tempo andato ma anche un modo per leggere e comprendere il nostro presente.

Lo hanno ribadito il “razdur” della Famiglia Piasinteina Danilo Anelli, il rappresentante della Filodrammatica Gari Mario Peretti, il responsabile dell’associazione culturale Traattori Marcello Savi e il presidente del Cineclub Cattivelli, Giuseppe Curallo.

“Dai vari interventi – commenta l’assessore Luca Zandonella – oltre ai ringraziamenti all’Amministrazione comunale per l’attenzione dedicata al tema, è emerso un filo conduttore incentrato, nell’ottica della salvaguardia futura della lingua locale, su tre percorsi da intraprendere: entrare nelle scuole per insegnare e far conoscere il dialetto ai ragazzi fin da giovani, usare le più recenti tecnologie informatiche per diffondere dialetto, identità e tradizioni di Piacenza (social network, sistemi di messaggistica moderni, video da caricare sul web, come già avviene in altre città) e necessità di insistere anche sul teatro, che è un ottimo strumento di contatto con il pubblico, prevedendo forti sconti per gli spettatori minorenni”.

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