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Pomodoro, Confagricoltura: “Accordo con luci e ombre”. Coldiretti: “Aspettavamo prezzo migliorativo”

Gli interventi di Confagricoltura e Coldiretti Piacenza dopo il raggiungimento dell’accordo sul prezzo del pomodoro da industria fissato per la prossima campagna: 79,75 euro alla tonnellata, stabilito grazie a una trattativa che si è conclusa con successo a Parma e ha visto confrontarsi da una parte Confapi Industria e Anicav e dall’altra i produttori e le cooperative di produzione Ainpo, Asipo e Amo Conerpo.

CONFAGRICOLTURA: “LUCI E OMBRE, TRASCURATO INCREMENTO COSTI”Giovanni Lambertini, presidente della Sezione di prodotto Pomodoro da Industria di Confagricoltura Piacenza, che è anche presidente della Sezione di Prodotto regionale sottolinea: ”Aspetto negativo, nella formazione del prezzo di riferimento, è stato quello di non considerare l’aumento, già registrato, dei costi produttivi, che si aggira attorno al 5% a cui, non ultimo, gli agricoltori dovranno aggiungere anche l’incremento dei costi assicurativi che si stanno registrando per la campagna di sottoscrizioni appena avviata”.

Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza e il direttore, Marco Casagrande, rilevano: “E’ un bene che, come avevamo chiesto, si sia evitata una deliberata e unilaterale riduzione delle superfici destinate che avrebbe lasciato aperto spazi pericolosi ad altri, in questo senso è coerente anche che si sia deciso di riaprire un sito produttivo, oltretutto scongiurando un ulteriore calo del prezzo di riferimento che è stato mantenuto in linea con quello dello scorso anno ponendo l’accento sulla valorizzazione della qualità”. Il direttore di Confagricoltura Piacenza conclude: “Per il futuro, auspico l’avvio di progetti, insieme alle OP, per cercare di governare meglio i meccanismi di mercato alla base della formazione dei prezzi e migliorare sempre di più la capacità dei produttori di incidere sulla filiera”.

COLDIRETTI: “CI ASPETTAVAMO UN PREZZO MIGLIORATIVO” – Il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti interviene in merito all’accordo quadro per la prossima campagna del pomodoro da industria del Nord. “Sulla conferma del prezzo di riferimento di 79,75 euro a tonnellata – afferma Crotti – ci eravamo già ampiamente espressi in modo negativo lo scorso anno, quando le condizioni si rivelarono ancora più difficili rispetto alle attese”.

“Ci aspettavamo un prezzo migliorativo – prosegue il presidente – per due motivi: la sofferenza in cui versano molte aziende che l’anno scorso hanno coltivato pomodoro, ma anche la certezza che a differenza del 2017, quest’anno tutti gli stabilimenti di trasformazione lavoreranno a pieno regime, vedi la riapertura di Ferrara Food.  A questo punto, diventa molto importante e Coldiretti vigilerà in tal senso, che la programmazione da parte delle Organizzazioni dei Produttori rispetti il giusto rapporto tra quintali prodotti e ettari coltivati, in coerenza con le medie storiche di resa. Questo – conclude Crotti – è un elemento fondamentale per evitare di creare pericolose tensioni con conseguenti perdite di prodotto e di valore”.

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