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Pro, mercato senza squilli. In attacco fiducia a Mastroianni-Abate

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Chiusura di mercato in tono minore per il Pro Piacenza. Nessun colpo in entrata sostanziale in grado di andare a mutare i rapporti di forza nel club rossonero, che affronta la seconda parte del campionato con un organico del tutto simile rispetto all’inizio della campagna trasferimenti.

Senza considerare le operazioni minori concernenti i giovani dirottati alla Beretti, gli ultimi movimenti hanno riguardato la partenza di Daniele Bazzoffia, finito al Gubbio, e l’arrivo dell’attaccante Yanik Frick dal Perugia, situazioni che confermano l’ormai assodato mutamento tattico previsto da Pea dal 4-4- 3 al 4-3- 2-1. Per l’esterno umbro poche occasioni per mettersi in mostra ed una cessione resasi necessaria per compensare economicamente gli sforzi effettuati nei mesi scorsi per puntellare una rosa falcidiata dagli infortuni in difesa ed indebolita in attacco dalla partenza estiva di Pesenti.

In difesa l’arrivo di Paramatti copre la casella delle assenze di Beduschi ed Abbate, con tre centrali che si contenderanno ora i due posti da titolare al centro ponendo il Pro in situazione di disponibilità risicata in quel settore nevralgico. Meglio sulle fasce: a sinistra Ricci e Belfasti garantiscono alternative sufficienti, a destra saranno Calandra (che può alla bisogna giocare in mezzo) e Messina a sfidarsi per una maglia.

A centrocampo la rosa è stata decisamente sfoltita: alla partenze di Bazzoffia e dei giovani Perotti e Cesari non è stato corrisposto nessun ingresso di rilievo tra gli “over”, il che rende di fatto il reparto composto da quattro concorrenti (Aspas, La Vigna, Barba e Cavagna ) per tre posti; qui la coperta appare decisamente corta con il rischio che infortuni e squalifiche lascino l’allenatore senza alternative valide.

L’attacco è il reparto con le maggiori novità nel corso degli ultimi mesi: alla partenza dell’impalpabile Monni è contrapposto l’arrivo del giovane Frick le cui qualità sono tutte da verificare insieme alle reali capacità di essere utile alla causa; alla fine è rimasto Mastroianni, che con Abate si contenderà il ruolo di punta davanti al duo Alessandro – Musetti; proprio sulla vena realizzativa del romano e sul pieno recupero del toscano si giocano gran parte delle speranze di salvezza del Pro.

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