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Le Rubriche di PiacenzaSera - Rotary

Salute e benessere al centro dell’ultima riunione del Rotary Valli Nure e Trebbia foto

Gruppo Piacentino

(distretto 2050)

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AL ROTARY PIACENZA VALLI NURE E TREBBIA SI PARLA DEL MICROBIOTA INTESTINALE E SUL SUO RUOLO NELLA SALUTE DEL NOSTRO ORGANISMO

Serata all’insegna degli aggiornamenti medico-scientifici quella che si è tenuta in occasione dell’ultima riunione di Gennaio del Rotary Piacenza Valli Nure e Trebbia.

Relatore infatti è stato il Socio del club rotariano, Prof. Fabrizio Franchi, Direttore del Reparto di Geriatria dell’Ospedale di Piacenza, che ha trattato un argomento molto “specialistico” ma di grande e rilevante importanza per tutti: “La flora intestinale ovvero il microbiota intestinale: potenziali ruoli sia nella salute del nostro organismo che nella comparsa di molte malattie croniche del 21° secolo”.

Il microbiota (o microbioma) umano è l’insieme dei microrganismi simbiotici (virus, batteri, archea) che abitano l’organismo umano, distribuiti in molti tessuti e organi: dalla pelle alla cavità orale, dagli organi genitali ai diversi tratti delle vie aeree; Il microbiota non è stabile nel corso della vita, ma subisce delle modificazioni, legate al periodo di vita e ovviamente all’alimentazione del soggetto.

Questa grande massa di batteri ha un ruolo fondamentale nel determinare il nostro stato di salute o, nel caso in cui il delicato equilibrio che ne regola le interazioni con l’Individuo venga alterato, nel rendere possibile lo sviluppo di diverse patologie.

Il nostro corpo è popolato da un grandissimo numero di batteri — si stima che per ogni cellula umana ce ne siano dieci batteriche — batteri che sono variamente distribuiti nell’organismo, con una elevatissima concentrazione, oltre il 70% del totale, nell’apparato digerente, dove costituiscono il microbiota intestinale umano, quello che una volta si chiamava, in maniera non del tutto corretta, flora batterica intestinale.

La colonizzazione vera e propria inizia con il passaggio nel canale del parto ed i primi batteri a comparire sono soprattutto anaerobi; nei primi tre anni la popolazione batterica cambia notevolmente e tende a convergere su quella che sarà la compagine tipica dell’età adulta verso i tre anni.

Sono numerosi i fattori che possono influenzare le modalità del processo di colonizzazione: in primo luogo si notano differenze tra nati con parto normale e quelli nati da cesareo; è stato  evidenziato un possibile ruolo della dieta della madre e del suo peso corporeo; sicuramente importante è la dieta del neonato, il fatto che sia allattato al seno o utilizzando latte artificiale, tempo e modalità di svezzamento e cibi utilizzati, oltre ad eventuali terapie antibiotiche che si rendano necessarie in questa fase

Il microbiota non è distribuito in maniera omogenea nel tratto gastrointestinale, dove non varia soltanto la quantità ma anche la distribuzione del microbiota; Inoltre il microbiota si modifica con l’età ed in funzione di un gran numero di altri fattori: genetica, dieta, peso corporeo e terapie antibiotiche sono tra i principali.

In primo luogo, il microbiota svolge un importante ruolo dal punto di vista del metabolismo, espletando anche un importante ruolo protettivo: I batteri intestinali sono una efficace barriera che inibisce l’ingresso e lo sviluppo di microrganismi provenienti dall’esterno e di specie la cui crescita è normalmente ridotta; l’ecosistema intestinale è in uno stato di equilibrio dinamico che può essere facilmente turbato da fattori esterni, ad esempio terapia antibiotiche prolungate.

Il microbiota instestinale è anche determinante nello sviluppo del sistema immunitario, lavora infatti con gli elementi del sistema immunitario per raggiungere due obiettivi che possono sembrare in forte contrasto tra di loro: da una parte prevenire una risposta immunitaria eccessiva, dall’altra garantire un’azione di controllo che eviti una crescita eccessiva o un trasferimento in altri siti.

Visti i diversi ed importanti ruoli che il microbiota ricopre, non sorprendono i risultati di un gran numero di esperimenti che pongono in relazione alterazioni della popolazione batterica intestinale con un nutrito e variegato gruppo di patologie quali la sindrome dell’intestino irritabile, diarrea, costipazione, sindromi funzionali dell’intestino. e patologie del sistema nervoso; alterazioni profonde del microbiota possono contribuire alla genesi della Sindrome di Alzheimer, a modifiche importanti del comportamento, probabilmente attraverso alterazioni dell’asse cervello-intestino, il cui ruolo non è solo quello di controllare l’assunzione di cibo ma è probabilmente molto più profondo e importante e potrebbe essere responsabile dell’insorgenza di patologie come depressione, schizofrenia e disturbi dello spettro autistico.

Nell’adulto la dieta rimane il fattore predominante nel determinare l’equilibrio del microbiota: un’alimentazione ricca di verdura, frutta e cereali integrali garantisce un elevato apporto di quelle fibre che garantiscono massima ricchezza e diversità del microbiota: modifiche anche temporanee della dieta possono infatti comportare alterazioni considerevoli della compagine batterica.

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