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“Senza…peccato”, raccolta fondi per il corto su sessualità e disabili

Le riprese, con la regia di Marco Toscani e la partecipazione, fra gli altri, di Daniele Ciolli che sostanzialmente interpreta se stesso, sono terminate nei giorni scorsi. Adesso si cominceranno le operazioni di post produzione e tra qualche settimane il film cortometraggio sul tema della sessualità e disabilità “Senza…peccato” sarà pronto per essere visto, anche grazie al sostegno delle sedi Anmil di Piacenza e Trento, della Fondazione Anmil onlus, di Bulla Sport, Sipaa e di una raccolta fondi pubblica.

Ora entrano in campo anche i gestori del noto pub piacentino Tuxedo Beer House di via Cristoforo Colombo, che hanno organizzato un torneo di calcio balilla a coppie, previsto per questo sabato 24 febbraio dalle ore 20, nel quale tutti i giocatori dovranno sfidarsi utilizzando una seggiola a rotelle. Gli ausili ortopedici saranno messi a disposizione degli organizzatori dal Centro Ortopedico Corsini e dall’Unità spinale di Villanova sull’Arda.

“Si stima – sottolineano Giovanni Ferrari di Anmil Piacenza e Bruno Galvani della Fondazione Anmil onlus, che hanno creduto da subito nella bontà della proposta del regista Marco Toscani – che sui 3 milioni di disabili italiani, quelli che presentano difficoltà nel praticare una normale attività sessuale, per via della loro condizione, si dovrebbero aggirare intorno alle 400/450.000 unità. Di questi circa 20.000 (quasi il 5%) sono disabili per cause lavorative. Questo tema è davvero molto sentito”.

In base ai risultati di un sondaggio su “Disabili e sessualità” proposto recentemente su Internet, gran parte dei disabili ha affermato che volentieri si rivolgerebbe ad un servizio di “assistenza sessuale”. I risultati del sondaggio sono, del resto, molto chiari: il 77% dei disabili interpellati si dichiara sostanzialmente favorevole. Questo dato va suddiviso tra chi “prenderebbe in considerazione questa proposta” (44%), chi l’accetterebbe purché si tratti di assistenza da parte di veri professionisti (26%), e chi infine “non ne farebbe uso, ma non ci vede nulla di male” (7%). Ma va anche detto che un buon 5% non approva questa iniziativa perché “sarebbe come legalizzare la prostituzione”.

“Non avere una legislazione in merito, né tantomeno aver mai tentato una vera e propria sensibilizzazione su questo argomento, – continuano i rappresentanti di Anmil – ha prodotto una situazione di vuoto in cui la dignità delle persone coinvolte risulta inevitabilmente mortificata. È inaccettabile che una persona priva di autonomia sia costretta a rivolgersi alla prostituzione o peggio ancora all’intervento dei familiari, come purtroppo oggi succede. Eppure esistono esempi virtuosi di Paesi che hanno affrontato il problema e, senza preconcetti, hanno cercato soluzioni rispettose dei diritti di tutte le parti in causa, con un approccio medico e specialistico”.

“In Olanda, Germania, Belgio e Paesi Scandinavi, sono stati istituiti appositi servizi di “assistenza sessuale per i disabili” che offrono ai disabili dei due sessi (compresi gli omosessuali) prestazioni di assistenza specialistica per la pratica sessuale.  In Germania gli assistenti sessuali devono seguire un corso di formazione specifico per conoscere le varie forme di disabilità e le diverse difficoltà che possono presentarsi. In Olanda è addirittura il Servizio Sanitario Nazionale a finanziare le prestazioni di assistenza sessuale, fino a dodici volte l’anno. In Gran Bretagna, dove non esiste la professione dell’assistente sessuale, sono stati comunque creati strumenti, come siti internet, per mettere in contatto disabili e professionisti del sesso. Negli Stati Uniti, infine, esiste l’Associazione internazionale che riunisce gli assistenti sessuali di tutto il mondo, con tanto di regolamento etico”.

“L’intento del cortometraggio – chiosa il regista piacentino Marco Toscani – è “catturare” l’attenzione del pubblico su un argomento così impegnativo e sottovalutato, e offrire quindi allo spettatore un’occasione per riflettere sulla diffusa convinzione che le persone con disabilità siano assoggettate all’“asessualità”, o comunque non idonee a vivere e sperimentare la sessualità. Provare ad essere d’aiuto nell’indispensabile lavoro divulgativo su un tema così complesso è per me un onore ed una sfida importante. Ringrazio prima di tutto gli attori Daniele, Miriam Ratti e Giulia Gennaro che, insieme a tutta la troupe, hanno lavorato per la buona riuscita del film, ma anche i sostenitori che hanno creduto nell’idea. Ben venga, inoltre, questo torneo di calcio balilla “da seduti”, che, grazie agli amici del Tuxedo, mette tutti sullo stesso piano e può far riflettere sui temi della disabilità”.

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