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Presentazione bendata al Ministero per Piacenza Capitale Cultura foto

Piacenza Capitale della Cultura 2020, è il giorno della presentazione davanti alla commissione del Ministero dei Beni Culturali. La delegazione piacentina guidata dal sindaco Patrizia Barbieri nella mattinata è stata ricevuta nella Sala Spadolini del Ministero a Roma.

”Siamo molto soddisfatti dell’audizione – commenta a caldo l’assessore alla Cultura Massimo Polledri – perché Piacenza ce l’ha messa tutta ed è stata una presentazione coerente con l’idea di terra di mezzo che ci caratterizza. Piacenza non è solo borgo, ma anche campagna e fiume. Abbiamo eseguito un’esposizione collegiale, presente oltre al Comune, la Camera di Commercio, la Fondazione Teatri, l’Urban Hub, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, la Diocesi e questo lavoro di squadra è stato notato”.

Ma c’e stato pure un colpo di scena, visto che nel 2020 si compiranno 700 anni dalla morte di Raffaello Sanzio e che uno dei suoi quadri più famosi è stato ospitato di Piacenza, alla commissione opportunamente bendata è stata riservata una sorpresa. È stato infatti realizzato un modello tridimensionale dei celeberrimi angioletti della Madonna Sistina di Raffaello che i “giurati” hanno potuto toccare senza vedere.

Nelle foto il sindaco che parla davanti ai “giudici” affiancata da Paolo Verri, consulente che insieme ala giornalista Roberto Arditti ha curato il progetto, e la giuria bendata.

Il nostro territorio si è giocato le sue carte migliori davanti alla commissione giudicatrice, Piacenza è stata la seconda città a illustrare il proprio progetto. Si dovrà attendere fino al 16 febbraio per conoscere quale, tra i 10 capoluoghi inseriti nella short list, sarà proclamata vincitrice.

Tre città emiliane in gara per divenire Capitale italiana della Cultura 2020 – Ci sono Parma, Piacenza e Reggio Emilia tra le 10 città italiane finaliste selezionate dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact) per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana della Cultura 2020.

Le tre città emiliane – rilevano le rispettive Amministrazioni comunali – insieme ai loro territori di riferimento, costituiscono l’Area vasta turistica “Emilia” che, dallo scorso anno, ha nell’ente pubblico “Destinazione turistica Emilia”, il soggetto composto da 102 enti locali, deputato a promuoverne l’attrattività turistica.

Si tratta di una terra dalla cultura millenaria che concentra, nelle tre città capoluogo di provincia, straordinarie evenienze storico-artistiche, ma anche una propensione, differente per aree di specializzazione, ma coerente per obiettivo, a misurarsi con la contemporaneità attraverso la comune convinzione che la cultura sia un vettore di sviluppo economico e sociale.

Tra poco le tre città saranno chiamate a presentare il proprio progetto nel corso delle audizioni della Commissione ministeriale presieduta da Stefano Baia Curioni. Quale sia delle tre a ricevere eventualmente il titolo, si impegnerà a collaborare strettamente con le altre due per favorire ricadute turistiche sull’Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l’attrattività dall’Italia e dall’estero, incrementando il numero di visitatori.

 

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