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Storia e futuro di S. Damiano, incontro del Rotary Piacenza Farnese

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Rotary Piacenza Farnese Storia e futuro dell’aeroporto di S. Damiano.

Protagonisti della serata il socio Generale Renzo Rossi e il Tenente Colonnello Giovanni Fuochi, attuale comandante dell’aeroporto, invitati a parlarne dal presidente del club Paolo Bosi.

Piacenza potrebbe vivere un tempo nuovo per modernizzare i suoi trasporti internazionali. E non vi riesce. Vive questa condizione da un lato come un’opportunità forse ancora accessibile, dall’altra come una dolorosa spina nel fianco che continua a dolere. La città, nelle strette vicinanze, ha un aeroporto funzionante di proprietà dell’Aeronautica Militare dotato di una perfetta pista, lunga tre chilometri, di un clima adatto ai voli, di perfetti sistemi di controllo per decolli e atterraggi, di assistenza in volo degli aerei.

Questo impianto ha una storia che il Gen. Renzo Rossi ha analiticamente dettagliato.

Agli inizi del 1900 il campo è diventato aeroporto a uso dei militari ed è rimasto tale durante tutto il periodo bellico. Da lì partirono coraggiose missioni dei nostri piloti e prima della conclusione del conflitto fu bombardato e semidistrutto. Dopo la ricostruzione è diventato base Nato per moderni stormi destinati nel tempo a diverse operazioni, come la partecipazione alla guerra del Golfo. Oggi l’aeroporto di san Damiano è  “distaccamento aeroportuale” al comando del Ten. Col. Giovanni Fuochi che nella serata presenta con dovizia di particolari le “missioni” dell’attuale aeroporto, il tipo di organizzazione e i modi di funzionare.

Interessante, poi, il dibattito sul perché l’aeroporto, utilizzato dal Ministero della Difesa con alterne fasi d’importanza, non possa servire con precisi accordi e tutele anche alla comunità piacentina per il trasporto rapido di materiali. Le piste sono adatte anche a grandi aerei e dunque non resterebbero lì inattive. Il Gen. Renzo Rossi dichiara di essersi interessato con altri a un possibile accordo con il Ministero della Difesa e la trattativa poteva avere buoni margini di  stato categorico, ma … ”Alcun imprenditore piacentino s’è fatto avanti. Anche i politici non si sono interessati al problema e tutto il progetto è finito in una palude stagnante. Forse si potrebbe ripensarci, ma con maggior responsabilità da parte dei piacentini interessati e del Ministero della Difesa che dovrebbe a cedere almeno in parte il possesso dell’opera”.  

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