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Al Garilli è un Piacenza cinico e spietato TOP e FLOP

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Il Piacenza ci ha preso gusto: dopo le vittorie di misura contro Olbia, Carrarese e Pontedera anche il Prato è sconfitto per uno a zero, segno evidente della mutazione della squadra di Franzini che tra le mura amiche è divenuta cinica e spietata con un orientamento che punta la risultato senza fronzoli o rischi.

Una condotta di gara accorta e compassata che fa forza sulle individualità in grado di risolvere in ogni contesto il match; stavolta è toccato a Pesenti sigillare i tre punti che fa seguito alle prodezze di Taugoudeau, Corazza e Della Latta che erano valse le precedente vittorie interne.

I TOP.
ANTONIO PERGREFFI. Rude ed efficace come sempre, è l’emblema del Piacenza attuale; mette il bavaglio prima ad Orlando e poi ad uno scomodo Carletti, si prende pure il lusso di sfiorare la rete alla fine del primo tempo. Una sicurezza.
MASSIMILIANO PESENTI. Non e’ ancora al top e si vede, soffre in particolar modo la scarsa vena dei compagni di reparto. Si batte come pochi in mezzo agli aitanti difensori toscani, mette la zampata sulla rete vincente sbloccandolo dopo tre mesi di astinenza.
ALESSANDRO CASTELLANA. Dalle sue parti gira Piscitella che spesso lo punta saltandolo solo una volta. Limita le sgroppate offensive per coprire Di Molfetta ma nel complesso dimostra di essere ormai un titolare quasi inamovibile.

I FLOP.
DAVIDE DI MOLFETTA. Dopo il riposo di Pisa si puntava molto sui guizzi dell’esterno, invece gira spesso a vuoto e si accende con il contagocce; i suoi ex-compagni gli riservano un trattamento particolare ma per lui è un passo indietro rispetto alle prestazioni iniziali.
EDOARDO MASCIANGELO. Deve tenere a bada il più pericoloso degli ospiti, vale a dire l’esterno Ceccarelli, questo lo costringe a ripiegare spesso in difesa. Tuttavia pesano alcuni errori di misura che non sono nel suo repertorio.
SIMONE CORAZZA. Probabilmente si trascina alcune noie fisiche altrimenti non si spiegherebbero alcuni errori sotto porta. Non trova mai lo spunto determinante venendo sostituito per la seconda volta consecutiva a partita in corso.

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