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I candidati Pd sottoscrivono i 5 impegni Coldiretti: “No ai dazi, ucciderebbero le imprese italiane”

Agricoltura. I candidati Pd sottoscrivono i 5 impegni programmatici di Coldiretti. “Noi ai dazi proposti dalla Lega, ucciderebbero le nostre imprese che nel 2017 hanno raggiunto il record di export”

Piacenza, 2 marzo 2018 – Etichettatura obbligatoria per tutte le filiere produttive, a partire da ortofrutta e carni trasformate, con indicazione d’origine per tutte le materie prime. Istituzione di un Ministero del Cibo per una sola regia delle politiche di settore.

Semplificazione normativa e un unico sistema di controlli amministrativi. Via il segreto sulle  destinazioni dei flussi di importazione, per verificare gli arrivi di prodotti da Paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane rispetto all’uso di prodotti chimici o alla tutela dei lavoratori. Una nuova legge sui reati agroalimentari, per frenare i fenomeni di illegalità in uno dei settori produttivi chiave del Paese.

Sono questi i 5 impegni programmatici per la prossima legislatura proposti da Coldiretti e sottoscritti oggi ad Apimell dai candidati Pd alle elezioni politiche: Patrizia Calza, Paola Gazzolo, Marco Bergonzi e Paola De Micheli.

“Il Governo, con il Ministro Martina, ha raggiunto risultati fondamentali nel sostenere l’agricoltura e l’agroalimentare italiano: dal taglio delle tasse al supporto ai giovani che si avvicinano a questo mondo per costruire il loro futuro professionale”, affermano. “Ora serve consolidare e accrescere ulteriormente il patrimonio di risultati conseguiti in questi anni”.

“L’etichettatura dei prodotti l’abbiamo voluta con forza e adesso va completata e sostenuta in Europa insieme al mondo agricolo per consentire a tutta la filiera di avere il pieno riconoscimento economico. Così come serve un equilibrio fra buoni controlli e qualità dei prodotti perché questa è una garanzia prima di tutto per gli agricoltori”, aggiungono gli esponenti dem.

“Quella del Ministero del Cibo è poi una scommessa culturale e sociale, prima ancora che economica e produttiva. Un unico riferimento per la politica del cibo italiano. Un impegno nel solco di quanto fatto anche da altri Paesi europei e che potrà dare ancora più forza a un settore che nel 2017 ha toccato il record di 41 miliardi di euro di export”. “Per questo diciamo assolutamente no a chi, come la Lega di Salvini, vuole introdurre i dazi doganali”, concludono. “Noi siamo assolutamente contrari: ucciderebbero le nostre piccole e medie imprese, che lavorano tanto con le esportazioni. Al contrario, lavoreremo per regole giuste in mercati aperti. È questa la via per tutelare le nostre imprese e farle crescere”.

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