“Contagiamo la vita”, l’importanza dell’informazione per prevenire l’Aids

Informazione e prevenzione su Hiv e Aids: sono stati questi i temi del convegno tenutosi stamattina all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano di S. Eufemia.

A partecipare studenti e universitari dai 14 ai 25 anni che hanno rivolto l’attenzione al tema delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), affrontato con grande riserbo e semplicità dalla dottoressa Caterina Valdatta del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale di Piacenza, da Giampiero Bonetti, operatore della “Pellegrina”, e dagli altri specialisti presenti del mondo sociosanitario.

Tutto questo in occasione dei 25 anni di fondazione della casa di accoglienza per malati di Aids “Don Venturini“: anche per questo motivo l’associazione “La Ricerca” e la Caritas diocesiana hanno ritenuto necessario e fortemente formativo chiamare a convegno la comunità piacentina – soprattutto i giovani – per gettare un faro di luce su un argomento tanto delicato quanto sconosciuto come quello dell’Hiv e Aids.

Dopo la partecipazione iniziale, da parte degli studenti, ad un gioco a quiz in cui venivano poste alcune domande legate alle malattie, la dottoressa Valdatta ha preso parola spiegando i concetti principali quali sintomi, possibili cause di trasmissione, conseguenze e cure che è possibile effettuare preventivamente.

 

“I dati sull’incidenza della malattia – ha spiegato la dottoressa Valdatta – fanno ben sperare nello sviluppo farmacologico in quanto i casi, ma soprattutto i decessi sono molto calati rispetto agli anni ’80 e ’90, grazie alla scoperta di farmaci e vaccini idonei che consentono di iniziare un percorso di terapia in salita ma pur sempre efficace, confermati dagli stessi dati statistici.

La dottoressa ha infine sottolineato l’importanza della prevenzione, invitando chiunque assuma un qualunque comportamento a rischio o semplicemente qualche dubbio a fare il test gratuito nel laboratorio di malattie infettive presso l’Ospedale di Piacenza.

Il convegno ha visto poi numerose testimonianze di persone malate di Aids, per poi concludersi con i messaggi comunicativi che i media trasmettono ogni giorno tramite spot pubblicitari: è stato analizzato in particolare il cambiamento mediatico comunicativo dagli anni ’80 – quando ancora la malattia era sconosciuta ed enigmatica – ad oggi.

Preziose sono state le parole di un piacentino positivo ad Hiv da 25 anni presente al convegno a fianco degli studenti, che ci ha concesso qualche parola riguardo la sua malattia: “La mia malattia mi ha insegnato come prima cosa a leggere gli esami medici – afferma con leggero divertimento.

Nel mio paese tutti sanno che sono sieropositivo perché sono proprio io a dirlo in giro, le persone hanno il diritto di saperlo. Una volta sono caduto ferendomi, ma non ho permesso a nessuno di avvicinarsi in quanto il contagio, in presenza di sangue, può essere immediato. Questo per dire che l’informazione è ad oggi la cosa migliore, la cosa più importante.”

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